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Una piccola multa per Silvio Berlusconi

09/07/2011, 16:07 di Antonio Rispoli


Una piccola multa per Silvio Berlusconi

Come era logico aspettarsi, appena depositata la sentenza di appello sul risarcimento che Fininvest deve alla Cir di De Benedetti, quantificato in 560 milioni di euro, è partito il coro degli insulti ai giudici. La prima è stata Marina Berlusconi, che - sempre più simile al padre - ha gridato: "E' un esproprio. Ma non scucirò neanche un euro". Gli ha fatto eco "Mavalà", al secolo Nicolò Ghedini, avvocato penalista (e quindi mi deve spiegare che parla a fare, visto che non è il suo campo, il processo civile) del premier, che ha detto che si tratta di una sentenza contro ogni logica processuale. E poi via via si sono fatti sentire diversi deputati, che hanno espresso opinioni simili o quelle solite che si sentono da 17 anni: aggressione giudiziaria al premier, sentenza ad orologeria, giudici comunisti, e via elencando.
Una bella ingratitudine, considerando che la sentenza è stata una sentenza di favore per Berlusconi, come lo sarebbe qualsiasi sentenza dove il risarcimento è inferiore al miliardo o non includa, oltre a qualche centinaio di milioni, la restituzione della Mondadori.
Innanzitutto, c'è da chiarire una cosa: in questo processo civile non c'è il problema di decidere se Silvio Berlusconi sia colpevole o meno (anche se i giudici di primo e secondo grado l'hanno fatto, come sovrappiù), perchè questo è già stato deciso. C'è una sentenza della Corte di Cassazione penale del 2005 che dice che Cesare Previti ha usato soldi della Fininvest nell'interesse di Berlusconi per corrompere i giudici ed ottenere una sentenza (scritta tra l'altro da altre mani diverse da quelle del Giudice Metta, cioè la persona che avrebbe dovuto redigerla) che assegnasse all'attuale premier la Mondadori. Il processo serve solo a stabilire quanti soldi deve sborsare Berlusconi per risarcire Carlo De Benedetti del furto che gli fece 20 anni fa.
Chiarito questo, vediamo come hanno agito i giudici di secondo grado, che si sono limitati a seguire una perizia affidata ad un collegio di esperti. I quali però si sono limitati a partire dalla valutazione delle azioni all'epoca quotate in Borsa, attualizzandole secondo i normali parametri. Ma la loro valutazione pecca un po' di metodo. Innanzitutto perchè non rispecchia la sentenza penale, nella quale si prevede espressamente che il risarcimento deve coprire (usando i termini tecnici) il danno emergente e il lucro cessante. CIoè bisogna coprire il danno ricevuto da De Benedetti e quello che non ha guadagnato in questi anni. E' chiaro che si tratta di una quantificazione da fare a spanne: se uno non ha la palla di cristallo, non può sapere cosa avrebbe fatto De Benedetti se avesse mantenuto il controllo dell'intera Mondadori (cioè casa editrice, più Repubblica, più L'Espresso, più Panorama, più altre testate). Magari un mese dopo se la sarebbe giocata - perdendola - al più vicino casinò. Quello che è certo è l'ingegnere svizzero ci rimise una casa editrice, la numero 1 in Italia; una serie di settimanali (Panorama e Tv Sorrisi e Canzoni, per dire i più famosi); e 330 miliardi di lire. Parlando solo dei soldi, se li avesse investiti in Bto decennali (quindi reinvestendone nel 2001 il ricavato in altri Btp), ora avrebbe quasi 400 milioni di euro (i dati usati sono un interese del 13% all'anno fissato nel 1991 e del 7% nel 2001, valori nel range rispettivamente degli anni in questione). Si vuol far credere che il valore della Mondadori rimasto nelle mani di Berlusconi, rivalutato per 20 anni, sia di soli 160 milioni? E rimane ancora una voce: quali sono stati i guadagni che avrebbe auspicabilmente potuto ricavare De Benedetti (il codice civile dice: "gestendo l'azienda come un buon padre di famiglia") gestendo la società per 20 anni? Stiamo parlando di una società che, nel 2009, secondo i bilanci depositati (non ha ancora depositato quelli del 2010) aveva in cassa oltre 700 milioni di euro. Anche volendo credere alla bufala che Berlusconi è il miglior imprenditore italiano (l'unica società che ha gestito in concorrenza con il mercato è stata la Standa e l'ha fatta fallire in meno di 4 anni), si può credere che De Benedetti, che comunque non è uno sprovveduto, l'avrebbe gestita in perdita?
Quindi, come si vede, la perizia ha preso in esame solo una parte del tutto; idem la sentenza. Se i Berlusconi - padre e figlia - fossero persone oneste e religiose, quali si professano, dovrebbero solo andare in chiesa ed accendere un centinaio di ceri ai loro santi protettori, perchè hanno avuto un trattamento estremamente favorevole. Invece, non avendo nessuna delle sue qualità, preferiscono gridare contro i giudici, per portare avanti la loro campagna contro le istituzioni italiane. E, detto per inciso: questa è l'ennesima dimostrazione che Marina si sta dando da fare per prendere il posto del padre alla guida del Pdl e dell'impero Fininvest. E' l'unica che può farlo, ma è anche il più grande pericolo che sta correndo il nostro Paese. Silvio Berlusconi sta sfasciando una ad una tutte le istituzioni del Paese, con la diffamazione, le leggi o la corruzione; il buco che sta lasciando, come disse nel 2009 Veronica Lario quando lo lasciò, può essere occupato da chiunque. E questo "chiunque" è difficile che faccia del bene alla nazione

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