Prosegue l'instaurazione di un regime, nel silenzio totale
post del: 17/02/2009 10:04
pubblicato da: Antonio Rispoli
Ormai, non c'è dubbio: siamo alla soglia dell'introduzione di un regime. Un regime concentrato sulla persona di Silvio Berlusconi, che potrà comandare senza badare alla sottigliezza del rispetto delle leggi: in pratica sarà una sorta di dittatore. Che userà la TV al posto del manganello, ma che comunque ci priveranno di ogni libertà. Le prossime norme in via di approvazione chiuderanno il cerchio. Vediamo quali saranno.
Innanzitutto la legge sulle intercettazioni. Di fatto, non saranno più possibili per nessuno o quasi. Perchè le intercettazioni sono possibili solo quando c'è bisogno di altre prove e non ci sono altri mezzi se non l'intercettazione telefonica. Ma la nuova legge dice - senza abrogare la disposizione suddetta - che le intercettazioni saranno possibili solo quando ci sono gravi indizi di colpevolezza. Come si vede, le due voci sono in contrapposizione: se non ho prove o almeno gravi indizi, non posso intercettare; se ho le prove o i gravi indizi, non solo non posso intercettare per legge, ma è comunque inutile, perchè a quel punto il PM va dal GIP e chiede il rinvio a giudizio dell'imputato. Quindi niente intercettazioni. Così, per esempio, se questa legge fosse già in vigore, il quintetto responsabile dello stupro di Guidonia sarebbe ancora a spasso, libero e felice, perchè non ci sono le prove per intercettare i romeni, che si sono fatti scoprire proprio a causa delle telefonate intercorse tra di loro. Come si vede, i criminali si preparano a ringraziare il governo.
A questo si è aggiunto ieri un interessante emendamento: divieto per i giornalisti di pubblicare foto e nomi dei magistrati. Può sembrare una cretinata. Eppure pensateci: se la legge fosse stata in vigore in passato, nomi come Falcone, Borsellino, Livatino, Di Pietro, Borrelli, D'Ambrosio sarebbero sconosciuti. Quindi la mafia può far saltare per aria un magistrato e nessuno saprebbe perchè. Oppure può sparargli, liberamente, senza che nessuno ne sappia nulla. Ma se poi c'è un magistrato che si comporta male? Pensate al giudice Carnevale, detto "l'ammazzasentenze" perchè sistematicamente annullava tutte le sentenze contro la mafia - soprattutto se fatte da Falcone e Borsellino, che Carnevale definì "quei due cretini" - inventandosi cavilli giuridici inesistenti. Ricordo che una volta annullò una sentenza perchè un timbro era fatto con l'inchiostro e non a secco. Se Corrado Carnevale è - nell'ottica di chi si informa - quello che è, è grazie al fatto che i giornalisti dicevano "Il Giudice Carnevale si è inventato un'altro annullamento", non "la Corte di Cassazione" in genere. Facendo così, nessuno di noi potrà sapere quale giudice o PM è una brava persona o è un farabutto in toga. E questo non va certo a utela dei cittadini.
Sempre nel disegno di legge sulle intercettazioni, è previsto che i giornalisti non possano parlare dei processi, prima dell'inizio del processo. Cosa che può avvenire anche tre o quattro anni dopo i fatti. Allora facciamo un esempio: diciamo che il mio vicino di casa è un pedofilo e per questo viene arrestato o denunciato. Io non lo saprò mai, con questa legge. Quindi i miei figli staranno a portata di mano di un pedofilo ed io non lo saprò mai. Ed è chiaro che è importante per me saperlo: un conto è curare i miei figli a fronte di un pericolo generico; ma è diverso il sapere che quello specifico individuo è un pedofilo.
Poi c'è la legge di riforma della giustizia. Qui tagliamo completamente i rapporti tra la magistratura e la realtà: infatti i PM potranno avviare i processi solo se Polizia e Carabinieri porteranno la "notitia criminis", cioè la denuncia o comunque la notizia di avvio delle indagini. Altrimenti il Pubblico Ministero farà bene a portarsi le carte da gioco,per fare un solitario. Inoltre i PM, degradati a "avvocati dell'accusa" non avranno più l'incarico, come oggi, di cercare i responsabili dei reati, ma solo di far condannare più gente possibile. Se questo significa accusare e far condannare un innocente, cosa vuoi che importi? Comunque è un condannato, che dimostra che il PM ha fatto il suo lavoro, esattamente come far assolvere gli imputati è compito dell'avvocato della difesa. Magari tra un po' cominceranno anche a pagare a cottimo i PM: un tanto a condanna. E' chiaro che stiamo parlando di cose che sono fuori dalla realtà in un Paese del diritto, quale si ritiene che sia l'Italia.
E' chiaro che con questo sistema, a decidere quali processi un Pubblico Ministero dovrà fare o non fare, sarà il governo, che attraverso i suoi ministeri comana su Polizia, carabinieri e Finanzieri, che diventano i veri titolari dell'azione giudiziaria. E anche questa è una caratteristica che si trova nei regimi, non nei Paesi democratici, dove a sovrintendere c'è sempre un magistrato.
E non è finita qui. Ne potrei parlare per ore: subordinazione assoluta del Pubblico Ministero al Procuratore Capo, che viene scelto solo tra coloro che superano un corso da tenersi al Ministero di Grazia e Giustizia (e che quindi verrebbe superato solo da quelli ritenuti fedeli); in questa maniera basta controllare 150 persone per controllare l'intera legislatura. Abolizione della necessità dell'autorizzazione del Pubblico Ministero per il trasferimento ad altra sede di ufficiali di Polizia Giudiziaria; così, se per caso un PM che voglia lavorare seriamente trova un poliziotto o un carabiniere che voglia fare lo stesso, vengono separati e resi innocui. Ma la sostanza è questa.
E l'opposizione a tutto questo? C'è il PD che è sparito. E' sparito dal Parlamento, dove pare interessato solo ad avere qualche strapuntino in cambio di una piena collaborazione con l'instaurazione del regime, come dimostrano le vicissitudini della Commissione di Vigilanza RAI, dove alla fine è stato eletto un Sergio Zavoli che acconsentirà a qualsiasi nefandezza della maggioranza. E che continua questo atteggiamento sbagliato, nonostante le continue sconfitte elettorali che prende. L'ultima è stata quella di domenica in Sardegna, con un crollo di 8 punti rispetto all'anno scorso e Soru che ha guadagnato 5 punti percentuali in più della coalizione che lo sostiene. Dall'altra parte c'è l'Italia dei Valori, che finora ha sempre lottato con le unghie e con i denti, ma che comincia a mostrare la corda, ormai. Come dimostrano le dichiarazioni di Di Pietro all'approvazione delle modifiche sulla legge per le intercettazioni, ormai Italia dei Valori sa che non può fare nulla da sola per impedire che avvenga l'instaurazione del regime, ma lotterà fino all'ultimo con ogni mezzo legale a disposizione. Ed è un atteggiamento apprezzato dagli italiani onesti, che però si mostrano sempre più una minoranza.









