I "forconi" mettono il cappio al collo dei siciliani
19/01/2012, 15:38 | di Antonio Rispoli
Sono quattro giorni che l'economia siciliana è paralizzata. La causa è nel cosiddetto "Movimento dei forconi", che comprende agricoltori, piccoli imprenditori e camionisti che, insieme ad una associazione siciliana di camionisti, stanno bloccando l'economia dell'isola: il porto di Palermo è inaccessibile, sia in entrata che in uscita; presidi alle porte di Palermo e in tutte le principali città che impediscono l'accesso agli altri Tir; ecc. E ci sono molte testimonianze che riferiscono di intimidazioni e minacce di persone, che si sono presentate come rappresentanti del movimento, affinchè chiudessero i propri negozi o, nel caso di padroncini di camion, smettessero di lavorare.
Ma al di là di questo, che cosa è questa manifestazione? A sentire il leader principale, Martino Morsello, il movimento è apartitico e mira solo a ribellarsi per le ingiustizie che i siciliani subiscono. Inoltre viene detto che la ribellione è molto diffusa, molto seguita all'estero e che iniziative simili vengono discusse in molte altre regioni italiane. Ora, che sia apartitico è difficile a credersi: Morsello è stato numerose volte assessore in varie giunte locali siciliane, ai tempi in cui esisteva il Partito Socialista Italiano di Bettino Craxi; più di recente ha partecipato a dibattiti della formazione di estrema destra Forza Nuova. E infatti, circolano su Internet diverse foto che mostrano ai presii dei camion bandiere con croci celtiche e cose simili.
Quello che è sicuro è che questo sciopero sta strangolando l'economia siciliana. Il solo fatto che ci siano carenze di carburante in alcune delle pompe di benzina della città, è già indice della situazione grave, dato che i serbatoi sotterranei delle stazioni di servizio sono enormi. Ma ancora più gravi sono i danni di quelle aziende agricole che hanno dovuto tenere fermi i loro prodotti per quattro giorni, nell'impossibilità di raggiungere i mercati. A cominciare, dato il periodo, dalle arance. E dato che stiamo parlando di una regione che ha il reddito pro-capite tra i più bassi d'Italia, è chiaro che questo sciopero non sta danneggiandol'economia italiana, ma gli stessi cittadini siciliani. Le ripercussioni a livello nazionale sono state minime, tanto è vero che nei primi due giorni c'è stato solo qualche trafiletto in cronaca locale. Anche perchè, nonostante ciò che dice Marsello e qualche altro organizzatore, non pare ci siano mobilitazioni di massa, a favore della protesta. Nelle foto (non essendo siciliano, posso giudicare solo su ciò che vedo nelle foto e su ciò che mi viene detto) e dalle testimonianze, ogni presidio non vede la presenza di più di 10-15 persone.
Resta poi la domanda finale, quella che va sempre fatta: cui prodest? CIoè, a chi giova? Perchè finora l'unica rivendicazione che si è sentita, è stata quella di ridurre il prezzo della benzina ad un euro al litro. Una proposta praticamente impossibile da soddisfare: anche volendola limitare alla sola Sicilia, significa creare un buco nelle entrate dello Stato di centinaia di milioni di euro. Quindi è evidente che non c'è sostanza, dietro; c'è solo la volontà di creare problemi ai cittadini. I quali di problemi ne hanno tantissimi: niente benzina, cominciano a scarseggiare i prodotti freschi, ma anche l'acqua ed altri prodotti nei supermercati. Quindi la domanda resta: a chi giova bloccare l'economia siciliana a due-tre mesi dalle elezioni locali?
Ma al di là di questo, che cosa è questa manifestazione? A sentire il leader principale, Martino Morsello, il movimento è apartitico e mira solo a ribellarsi per le ingiustizie che i siciliani subiscono. Inoltre viene detto che la ribellione è molto diffusa, molto seguita all'estero e che iniziative simili vengono discusse in molte altre regioni italiane. Ora, che sia apartitico è difficile a credersi: Morsello è stato numerose volte assessore in varie giunte locali siciliane, ai tempi in cui esisteva il Partito Socialista Italiano di Bettino Craxi; più di recente ha partecipato a dibattiti della formazione di estrema destra Forza Nuova. E infatti, circolano su Internet diverse foto che mostrano ai presii dei camion bandiere con croci celtiche e cose simili.
Quello che è sicuro è che questo sciopero sta strangolando l'economia siciliana. Il solo fatto che ci siano carenze di carburante in alcune delle pompe di benzina della città, è già indice della situazione grave, dato che i serbatoi sotterranei delle stazioni di servizio sono enormi. Ma ancora più gravi sono i danni di quelle aziende agricole che hanno dovuto tenere fermi i loro prodotti per quattro giorni, nell'impossibilità di raggiungere i mercati. A cominciare, dato il periodo, dalle arance. E dato che stiamo parlando di una regione che ha il reddito pro-capite tra i più bassi d'Italia, è chiaro che questo sciopero non sta danneggiandol'economia italiana, ma gli stessi cittadini siciliani. Le ripercussioni a livello nazionale sono state minime, tanto è vero che nei primi due giorni c'è stato solo qualche trafiletto in cronaca locale. Anche perchè, nonostante ciò che dice Marsello e qualche altro organizzatore, non pare ci siano mobilitazioni di massa, a favore della protesta. Nelle foto (non essendo siciliano, posso giudicare solo su ciò che vedo nelle foto e su ciò che mi viene detto) e dalle testimonianze, ogni presidio non vede la presenza di più di 10-15 persone.
Resta poi la domanda finale, quella che va sempre fatta: cui prodest? CIoè, a chi giova? Perchè finora l'unica rivendicazione che si è sentita, è stata quella di ridurre il prezzo della benzina ad un euro al litro. Una proposta praticamente impossibile da soddisfare: anche volendola limitare alla sola Sicilia, significa creare un buco nelle entrate dello Stato di centinaia di milioni di euro. Quindi è evidente che non c'è sostanza, dietro; c'è solo la volontà di creare problemi ai cittadini. I quali di problemi ne hanno tantissimi: niente benzina, cominciano a scarseggiare i prodotti freschi, ma anche l'acqua ed altri prodotti nei supermercati. Quindi la domanda resta: a chi giova bloccare l'economia siciliana a due-tre mesi dalle elezioni locali?
Riproduzione riservata ©
I post più commentati
Sono sempre di più i blogger e gli internauti che dicono: "Per risolvere i nostri ...
Uno dei problemi economici che assilla l'Italia è la presenza di un enorme debito pubblico, ...
C'è un nuovo attacco in questi giorni sferrato da Israele contro gli abitanti di Gaza. E' ...
Anche quest'anno c'è stata la Giornata della Memoria, dedicata ai 6 milioni di ebrei (o ...
La Corte Costituzionale si è espressa e lo ha fatto senza mezzi termini: il lodo Alfano ...
Intervento shock di Paolo Guzzanti sul Giornale, per difendere le misure del governo contro le ...




