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Roma blindata: attese 200 mila persone. Chiuso il Colosseo

È la giornata mondiale degli Indignados. Draghi è con loro

Il governatore della Banca d'Italia: I giovani hanno ragione

È la giornata mondiale degli Indignados. Draghi è con loro
15/10/2011, 12:10

ROMA – Tutto pronto per la giornata mondiale degli “Indignados”. Giovani, disoccupati, precari e non solo saranno in piazza in numerose città, in molte delle quali si attende una manifestazione dalla portata imponente. È il caso di Roma, dove sono attesi fino a 200 mila partecipanti. Il corteo occuperà il cuore della Città Eterna, da piazza della Repubblica fino a piazza San Giovanni, passando per il Colosseo (chiuso per l’occasione all’accesso dei visitatori), via dei Fori Imperiali e via Manzoni. Una volta giunto in piazza San Giovanni, si svolgeranno brevi interventi di protagonisti di esperienze di lotta in corso nel Paese; qui, 6 tir con amplificazione si dislocheranno in diversi punti della piazza per facilitare una discussione tra i presenti sulle lotte contro la crisi e le proposte per uscirne. Sono circa duemila gli agenti a cui spetterà il compito di tenere sotto controllo la situazione, perché se fervono gli ultimi preparativi, affinchè la mobilitazione sia di una portata maestosa, è anche vero che non mancano le preoccupazioni per probabili disordini. Ipotesi non del tutto da accantonare, visto il considerevole numero di manifestanti che in queste ore si sta riversando tra le vie della Capitale. In altre parole, al grido di “Noi il debito non lo paghiamo” e di “Uniti per il cambiamento globale”, tra poche ore saranno decine di migliaia gli “Indignados” che invaderanno le strade di Roma, contro i banchieri.
Ma l’appuntamento degli “Indignados” riguarderà Roma, come anche altre città. A livello mondiale. Tutti uniti per denunciare le responsabilità dei centri di potere politico e finanziario nell’attuale crisi: ci sarà la marcia su Times Square promessa dagli Indignados statunitensi, come il ritorno dei precari spagnoli in piazza, che porta dalla periferia di Madrid alla centralissima Puerta del Sol. Intanto, è proprio Il governatore della Banca d’Italia, e prossimo presidente della Bce, a spendere qualche parola sui giovani. Mario Draghi, interlocutore e bersaglio numero uno della protesta degli ormai rinominati “Draghi ribelli”, alla fine dà ragione ai giovani: “Se siamo arrabbiati noi per la crisi, figuriamoci loro che sono giovani, che hanno venti o trent’anni e sono senza prospettive”.

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di Antonio Formisano
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