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Invenzione Usa del 1913

100 di verticali e orizzontali, un secolo di parole crociate

Ma l'idea nacque 20anni prima in Italia

100 di verticali e orizzontali, un secolo di parole crociate
07/04/2013, 19:12

ROMA - Oggi ci sono le app da scaricare per lo smartphone e centinaia di siti dove cimentarsi on line, ma da un secolo la magia di quella "tastiera" fatta di un alternarsi di caselle bianche e nere dove comporre sinfonie verbali è rimasta intatta. Le parole crociate compiono cento anni, nate nel 1913 dall'intuizione (o quasi) di Arthur Wynne, giornalista inglese trapiantato negli States. Il 21 dicembre di quell'anno il "Fun", supplemento domenicale del New York World, mette in pagina per la prima volta un nuovo gioco, il "word-cross puzzle", il capostipite di tutti i cruciverba, termine che sarà coniato nel 1929 dall'editore Valentino Bompiani. La paternità delle parole crociate, in realtà, è ancora oggetto di dibattito. Perché secondo alcuni studiosi della materia ad idearle fu, già nel 1890, un italiano: l'impiegato e giornalista Giuseppe Airoldi. Il suo cruciverba apparve per la prima volta quell'anno su "Il Secolo illustrato della domenica". Ma, si sa, tutto ciò che arriva dalla lontana America fa subito tendenza. Per questo, se l'idea di Airoldi passò quasi inosservata, quando lo stesso gioco, qualche anno dopo, varcò l'Oceano per sbarcare anche in Italia il successo non tardò ad arrivare. Dal flop di Airoldi al boom decretato in Usa per il gioco lanciato da Wynne, che di fatto rilancia e perfeziona l'idea di Airoldi, il passo è breve e la febbre delle "parole incrociate" sale rapidamente ad ogni latitudine, Italia compresa. Nel nostro Paese, però, una vera e propria diffusione dei cruciverba si registra solo nel 1925, quando la Domenica del Corriere pubblica il primo "indovinello delle parole crociate", definizione al cento per cento "italica", stante il divieto del regime fascista per i termini stranieri, soprattutto quelli nella lingua della "perfida Albione".

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di Valerio Esca
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