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Scandali ed ingiustizie tra i precari

150 docenti indaganti per falsificazione di documenti


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150 docenti indaganti per falsificazione di documenti
02/09/2009, 14:09

Da un lato ci sono i docenti onesti, esausti e spesso disperati che protestano con ardore per ottenere una sacrosanta immissione in ruolo. Alcuni attendono da 20 anni, altri da 15, altri ancora "solo" da 10. Tutti, però, sono da qualche giorno sul piede di guerra e minacciano addirittura di incatenarsi al Provveditorato se non si farà chiarezza sulle posizioni in graduatoria e le assunzioni presenti e future.
L'altro lato della medaglia è invece rappresentato dai 150 docenti che si sono visti recapitare a casa gli avvisi di conclusione delle indagini (atto che fa in genere da preludio a una probabile richiesta di processo da parte della Procura). Questi insegnanti sono accusati dal pm Valter Brunetti  e dai finanzieri degli uffici di Polizia Giudiziaria della Procura di Giovandomenico Lepore di "falsità in dichiarazione sostitutiva in atto di notorietà".
In pratica, sarebbero stati falsificati documenti ed attestati che conferivano ai docenti il titolo di "Precario storico" e che permettevano loro di accedere al concorso del 2005; ultima spiaggia per tutti coloro che ambivano a passare di ruolo dopo anni di supplenze e contratti a tempo determinato in scuole medie ed istituti superiori. Requisito fondamentale per poter partecipare ad un concorso pubblico per l'assunzione definitiva nella scuola, infatti, è l'aver lavorato per almeno 365 all'interno di scuole pubbliche o paritarie. Per tale ragione, 150 partecipanti al bando del 2005, avrebbero contraffatto i documenti per risultare idonei. Gli inquirenti hanno inoltre notato una linea di falsificazione simile tra tutti gli attestati fasulli e, questa caratteristica, fa pensare ad un'unica "mano" che potrebbe aver gestito le richieste di contraffazione. Parallela a questa inchiesta, c'è quella del Pm Giancarlo Novelli che ha scoperto circa 60 insegnanti che pagavano i dipendenti del provveditorato per scalare le graduatorie attraverso il sistema informatico di via Ponte della Maddalena.
Una doppia realtà, quella dei precari partenopei, che riporta ad un giudizio univocamente negativo e preoccupante sulla gestione del personale scolastico. Ingiustizie, "furberie" e mazzette nella piena tradizione italica che, inutile precisarlo, fanno male al paese; perchè fanno male oltre che ai docenti ingiustamente estromessi, anche agli alunni che vengono seguiti da insegnati che hanno come unico "merito" quello di essere più "furbi" dei loro colleghi.

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di Germano Milite
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