Cronaca / Sangue

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Nuove verità emerse nell'incidente probatorio

15.000 euro per uccidere Teresa Buonocore


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15.000 euro per uccidere Teresa Buonocore
29/04/2011, 15:04

PORTICI- 15 mila euro, è questo il prezzo che il mandante dell’omicidio di Teresa Buonocore avrebbe pagato ai sicari che  hanno sparato con brutalità contro la 51enne di Portici lo scorso 20 settembre. Madre di 4 figli, soprannominata coraggio perché,  quando scoprì le attenzioni morbose di Enrico Perillo, padre di un’amica delle sue  figlie, nei confronti di una di loro non ci pensò due volte a denunciarlo e farlo poi condannare, motivo per il quale sarebbe stata  decisa la sua fine. E’ quanto emerso ieri, davanti al gup Egle Pilla, durante l’incidente probatorio per Alberto Amendola e Giuseppe Avolio accusati di essere gli esecutori  dell’omicidio, mentre sono ritenuti i mandanti Enrico Perillo,il fratello Lorenzo e la moglie, Patrizia Nicolino, medico radiologo presso l’ospedale Maresca di Torre del Greco.  L’avvocato Gennaro Lepre, difensore di Amendola che con Enrico Perillo aveva in comune la passione per le armi ,   ha confermato le accuse nei confronti dei tre presunti mandanti, riferendo che il giovane era trattato dalla famiglia Perillo "come uno schiavo". Il rancore che il geometra, condannato a 15 anni per gli abusi sulla minore,  aveva covato nei confronti della donna è aumentato a dismisura sino a decidere di farla fuori, così per vendetta nei suoi confronti ingaggia i due sicari Alberto Amendola, che ha dichiarato di essere l’autista dell’agguato, e Giuseppe Avolio definito dal collega l’esecutore materiale del delitto. Durante il dibattimento sono emersi  anche particolari inquietanti come la lettera cifrata che il geometra fece pervenire al killer per dare il via all’esecuzione, e la ricerca della foto della vittima attraverso il social network Facebook in quanto uno dei sicari  non la conosceva. L’ospedale Maresca inoltre assume un ruolo importante nella storia di Perillo, è lì che il geometra si sarebbe nascosto durante un periodo di latitanza approfittando del fatto che era la sede del lavoro della moglie, ed è  lì che avrebbe consegnato la pistola usata poi per il delitto.  L'incidente probatorio riprenderà il prossimo il 4 Maggio.


 

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di Simona Buonaura
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