Cronaca / Curiosità

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Nat Garvey, professione testatrice di sex toys

24 anni, sorrisino ammiccante e un lavoro pagato migliaia di sterline


24 anni, sorrisino ammiccante e un lavoro pagato migliaia di sterline
15/03/2012, 11:03

Londra. In una congiuntura storica come quella che il nostro paese, al pari di tanti altri in Europa, sta attraversando, dove la disoccupazione giovanile ha raggiunto punte vertiginose e la possibilità di facili guadagni o quanto meno di introiti dignitosi, sembra essere affidata unicamente ai gratta e vinci e alle lotterie di turno, fa un po’ specie apprendere il caso di Nat Garvey, 24enne inglese, che, fermata all’aeroporto, ha dichiarato che per guadagnarsi da vivere mette alla prova stravaganti giocattoli del sesso. “Il mio lavoro è divertente, diverso e soddisfa le mie esigenze”, dichiara Nat. “Ho testato ninnoli graziosi ma anche fruste, anelli vibranti e altre marchingegni tecnologici ad alto contenuto erotico” e, dagli ampi sorrisi che dispensa, i dubbi sulla sua “soddisfazione professionale” sono presto dissipati! Nel Regno Unito ogni anno si vendono circa quattro milioni di giocattoli del sesso e i numeri sembrano destinati ad aumentare di ben sette volte nel volgere di una decina d’anni. I sex toys non rappresentano più un tabù, sostiene la giovanissima “professionista” inglese, e rispetto ad un tipo di industria che è in continua espansione, lei si sente rappresentante di tante ragazze normali, testimone delle esigenze di tutte le donne del paese che potranno così beneficiare delle sue competenze acquisite direttamente sul campo. Altro che forniture per uffici o estenuanti giornate passate davanti al computer, Nat può trastullarsi tutto il giorno con i “gingilli del vizio” e asserire nel contempo di essere una persona diligente e prodiga sul lavoro che è in grado di fornire utili indicazioni ai single come alle coppie di tutte le età. Un lavoro che può svolgere comodamente da casa, in Cornovaglia, a zero spese quindi. E’ cosciente che in tanti siano convinti che la sua sia una forma patologica di dipendenza dal sesso, ma asserisce che non è affatto questo il suo caso: “La mia famiglia e tutti i miei amici sono al corrente del tipo di lavoro che svolgo e gli amici, in particolare, pensano che io abbia il lavoro più bello del mondo. Ed anch’io penso che sia perfetto!”. E in effetti, proprio in virtù della crisi dilagante che riesce a disperdere tanti sogni ed energie dei giovani di questa sventurata generazione, chi oserebbe darle torto?
 

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di Rosa Vetrone
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