Cronaca / Nera

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Il raid ai danni del candidato sindaco del Pdl

25 aprile, raid con fumogeni e petardi contro il gazebo di Galli a Firenze


25 aprile, raid con fumogeni e petardi contro il gazebo di Galli a Firenze
26/04/2009, 14:04

Venticinque aprile, giorno che dovrebbe essere di festa per tutti, ma spesso diventa un pretesto per le azioni più becere. Come quelle di chi, condannando il fascismo, nel giorno della Liberazione si comporta né più né meno che da squadrista. Teatro dell’ennesimo episodio di violenza immotivata è piazza Strozzi di Firenze, dove si trovava, ieri, il banchetto del candidato sindaco per il centrodestra Giovanni Galli.

Alcuni giovani dei centri sociali e dell’area antagonista si sono staccati dal corteo e si sono scagliati sul gazebo lanciando fumogeni e petardi, uno dei quali ha mandato in ospedale, stordita, una volontaria di venti anni, mentre l’altro si è infilato nel gazebo ed ha provocato un incidendo. Il corteo era stato organizzato da “Firenze Antifascista” ed ha visto partecipare circa 200 persone tra appartenenti al Cpa Firenze sud e giovani dell’area antagonisti provenienti anche da altre zone della Toscana. Tra piazza della Repubblica e via della Vigna Nuova, secondo la ricostruzione della polizia, passando vicino al gazebo allestito in piazza Strozzi, davanti al neozio Louis Vuitton, due manifestanti, successivamente identificati, si sono staccati dal corteo ed hanno lanciato i petardi ed i fumogeni. 

La ricostruzione fornita dai giovani che erano al gazebo è più completa. “Prima è passato un vigile, chiedendoci di spostare il gazebo perché stavano arrivando gli antagonisti, - racconta Tommaso Corsini, studente di economia, - gli abbiamo risposto che non saremmo arretrati, che non era giusto farlo”. Durante il passaggio del corteo, prima gli insulti e gli urli (come il sempreverde “via i fascisti”), poi il lancio dei fumogeni e dei petardi. Uno mi è scoppiato su un piede, un altro ha stordito Chiara che ha le stampelle per un precedente infortunio e non è potuta fuggire. La ragazza è stata subito dopo trasportata a Careggi ancora sotto schock, per un controllo all’udito.

A quel punto uomini della Digos in borghese, carabinieri e vigili urbani hanno creato un cordone e spento l’incendio divampato a causa del petardo sotto il gazebo. Lo scenario che si presentava all’osservatore poco dopo era inequivocabile: un gazebo elettorale incendiato, con volantini e manifesti bruciati e il tavolo rovesciato. Quattro persone sono state portate in questura, due sono state denunciate.

Le reazioni non si sono fatte attendere ed è arrivata la condanna bipartisan. “Un gesto preoccupante, tanto più che commesso nel giorno della festa di tutti, - ha detto Giovanni Galli, - è il segno di una città che non è più quella che i fiorentini vogliono”. Il candidato del centrosinistra, Matteo Renzi, ha parlato di “un atto vergognoso, non degno della città di Firenze, ancora più grave perché commesso nel giorno della festa che ha valore universale”.
Valdo Spini, candidato sindaco per la lista “Spini per Firenze”, aggiunge che “è un gesto che tenta di turbare una campagna elettorale che deve essere invece assolutamente libera e serena”.

Di episodio intollerabile parla il sindaco Leonardo Domenici, «squadrista» lo definisce il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini e il forzista Angelo Pollina chiama «bestie» gli autori. Achille Totaro (Pdl) annuncia un´interrogazione in Parlamento e il consigliere comunale Pdl Stefano Alessandri attacca la polizia prendendosela con il capo della Digos e chiedendone la rimozione. «Sarà nostra premura - dice Alessandri - sollecitare i parlamentari toscani affinché intervengano presso il ministero degli interni per rendere più efficiente la Digos fiorentina».

L’episodio segue di poche ore quello che si è verificato in Santo Spirito soltanto la notte precedente, quando gli agenti di una volante, scesi per controllare alcuni giovani, sono stati circondati da un gruppo sempre più numeroso di persone che dapprima ha costretto i poliziotti a chiudersi in auto ed a chiamare i rinforzi, poi ha attaccato la vettura a calci ed ha cercato di colpire gli agenti. Anche questa volta i responsabili erano alcuni antagonisti. La situazione, nella circostanza, era ritornata alla normalità solo dopo l’arrivo di altre due volanti e di due gazzelle dei carabinieri. Cinque persone erano finite in questura e denunciate per lesioni e danneggiamento.

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di Nico Falco
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