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Pena ridotta per figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo

3 anni e 4 mesi per Massimo Ciancimino


3 anni e 4 mesi per Massimo Ciancimino
30/12/2009, 20:12

PALERMO - Pena ridotta per Massimo Ciancimino. La Corte d'Appello di Palermo ha inflitto al figlio dell’ex sindaco della città siciliana, tre anni e quattro mesi di reclusione per intestazione fittizia di beni e riciclaggio. Una pena minore rispetto a quanto doveva in principio spettare a Ciancimino jr., che si è visto assolvere per il reato di tentata estorsione. Un regalo di fine anno con il quale i giudici della Corte d’Appello sono riusciti a cogliere di sorpresa tutti. E il “botto inatteso” ha preso alla sprovvista perfino il diretto interessato. "Non mi aspettavo una sentenza di assoluzione”. Ha dichiarato Massimo Ciancimino. “Sono stato io stesso a dire che era giusto che pagassi per quello che avevo realmente fatto. Però e' caduta nei miei confronti l'accusa più infamante: quella di tentata estorsione, perché io non ho mai estorto soldi a nessuno. E, inoltre, la concessione delle attenuanti generiche e la trasmissione degli atti alla Procura perché approfondisca spunti di indagine che io ho fornito dimostrano che i giudici mi hanno ritenuto credibile". Massimo, meglio noto come “il figlio ribelle” dell'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino, ha visto così ridursi d’un colpo la sua pena. Dai cinque anni ed otto mesi inflittagli dal gup, solo tre anni e quattro mesi sono stati confermati in Corte d’Appello che lo ha condannato per i reati di intestazione fittizia di beni e riciclaggio di denaro, reato, quest’ultimo, per cui è indagato anche un vecchio amico di famiglia. Quel Giovanni Lapis, docente universitario e stimato tributarista, che in compagnia di Giuseppe Bucaro, sacerdote e presidente del centro intestato al giudice Paolo Borsellino, erano cari amici di don Vito.

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di Salvatore Formisano
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