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Il problema dell'assenza di informazione

"-48 giorni al referendum". "Perchè, c'è un referendum?"


'-48 giorni al referendum'. 'Perchè, c'è un referendum?'
25/04/2011, 11:04

Stavo parlando al telefono con un amico medico, ci stavamo scambiando gli auguri di Pasqua, con qualche accenno alle vacanze. Ad un certo punto dico che per me le vacanze inizieranno in ritardo. Quando lui mi chiede perchè, rispondo: "Mancano 48 giorni al referendum, sarò impegnato fino ad allora". E lui, di rimando: "Ma perchè? C'è un referendum? Non li hanno cancellati?".
Stiamo parlando di un medico, di una persona che - per fare il lavoro che fa - non può non avere una certa cultura. Eppure era convinto che i referendum fossero stati cancellati. Proseguendo la conversazione, mi ha spiegato perchè: innanzitutto perchè il governo li ha recepiti con leggi ad hoc e poi perchè la TV e i giornali non ne parlano. E questo è l'unico aspetto vero della faccenda: TV e giornali non ne parlano. Il resto sono balle: allo stato, si fanno tutti e quattro i referendum. Sul nucleare, il governo ha fatto approvare al Senato un emendamento in cui chiede di sospendere l'inizio delle costruzioni a tempo indeterminato per verificare che ci siano tutte le condizioni di sicurezza; "tempo indeterminato" che può scadere anche il 15 giugno. Per cancellare il referendum, c'è bisogno di una legge che annulli esplicitamente quella esistente. Sui due quesiti per la privatizzazione dell'acqua il gioco del governo è ancora più sporco: annunciano con un decreto legge la creazione di una authority che dovrebbe vegliare sul mercato dell'acqua. Un decreto legge che mai un Presidente della Repubblica potrebbe firmare, senza andare contro il principio basilare dell'espressione democratica della volontà popolare; e un decreto che potrebbe anche non essere convertito nei 60 giorni di legge, cancellando quindi il proposito, buono o discutibile che sia. In ogni caso, se un referendum si annulla per accoglimento della questione non lo decide il Parlamento, ma la Corte di Cassazione.
Invece del quarto quesito, quello sul legittimo impedimento, l'unico che ne parla è Antonio Di Pietro, leader dell'Idv. Dice che con un sì a quel referendum si darebbe una spallata al governo, perchè a quel punto Napolitano dovrebbe sciogliere le Camere. Per carità, importantissimo andare a votare, ma se non ha capito che in occasione del 14 dicembre il Presidente della Repubblica ha salvato Berlusconi dal K.O... Non che sia intervenuto direttamente nella compravendita dei deputati, ma pressando su Fini ed ottenendo che la mozione di sfiducia venisse discussa oltre un mese dopo essere stata presentata, ha dato al premier lo spazio in cui agire.
Ma su di tutti, resta il silenzio completo dei mass media. In TV e sui giornali, dei referendum non si parla praticamente mai, al massimo qualche trafiletto o le interviste agli uomini dell'Idv. C'è una cappa assoluta, in cui non si vedono squarci, che copre l'intero argomento. All'inizio di aprile uscì un sondaggio che diceva che due persone su tre non sapevano neanche che ci sarebbe stato un referendum. Dopo un mese, non credo proprio che questa percentuale sia variata di molto

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di Antonio Rispoli
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