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L'attrice nasceva il 27 aprile 1961

50 anni di Moana Pozzi


50 anni di Moana Pozzi
27/04/2011, 15:04

Per molti è stata solo una pornostar, una delle tante belle ragazze che si spogliavano e facevano sesso nei film underground dei "V.M.18". Per altri, a renderla famosa è stata la sua morte, avvenuta il 15 settembre del 1994 in un albergo in Francia, per un tumore al fegato (e, come sempre accade per le morti improvvise, è subito cominciata una ridda di voci sul fatto che possa essere stata uccisa o che possa essere ancora viva in qualche parte sperduta del mondo).
In realtà Anna Moana Rosa Pozzi, nata il 27 aprile 1961, esattamente 50 anni fa, era sì una pornostar, ma era anche molto di più. Insieme alla collega-rivale Ilona Staller (in arte Cicciolina) era l'esempio di una donna che ha deciso di essere se stessa, di vivere come meglio le aggradava. Lei ha dimostrato di vivere l'ambiente del porno come qualsiasi altro ambiente, senza paura di mostrare il proprio corpo, ma senza ostentarlo; indifferente alle critiche e al bigottismo altrui. E quando si gettò in politica, fondando con la Staller il "Partito dell'amore", i risultati non furono completamente negativi: 22 mila voti solo alle regionali del Lazio.
Ma anche in Tv Moana è stata presente col suo fascino, sin da giovane, quando esordì su Rai Due col programma Tip Tap Club. Cosa che non le impediva di fare contemporaneamente i film porno come "Valentina, ragazza in calore", dove compare col nome di Linda Heveret. Ma poi partecipava anche al cinema italiano, con piccoli ruoli in film come "A tu per tu", "Borotalco", "Vieni avanti cretino", "I pompieri" e così via. Dal 1986, col film "Fantastica Moana" comincia a dedicarsi esclusivamente al porno. Anche sotto forma di animazione: fu regista di un cartone animato dedicato a lei, Moanaland, insieme a Mario Verger. I suoi film uscirono fino al 1995, utilizzando materiale registrato durante il suo lavoro, che venne portato avanti finchè ebbe la salute di farlo.
Quando il tumore cominciò a debilitarla, si ritirò dalle scene ma, secondo quanto poi riferì in TV suo marito Antonio Di Cesco, decise anche di affrettare la propria morte, chiedendo al partner di ucciderla, iniettandole dell'aria nelle vene. Dopo la morte si venne a sapere anche che Simone Pozzi, che era ritenuto il fratello minore dell'attrice, ne era in realtà il figlio; anche se poi non si è mai saputo chi fosse il padre.
Insomma, una donna dalla personalità complessa, molto lontano dallo stereotipo "tutta tette e senza cervello" che invece sembra essere privilegiato dalla TV odierna.

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di Antonio Rispoli
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