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Sul web raccolte oltre 350.000 firme

50.000 in piazza per Emergency


50.000 in piazza per Emergency
18/04/2010, 09:04

ROMA - Tre giorni per organizzarla, zero aiuto da parte dei partiti politici ed il divieto assoluto di sventolare bandiere che contengano simboli partitici. Nonostante questi "limiti", a manifestare oggi a Piazza San Giovanni si sono raccolte circa 50.000 persone. Gli stessi volontari e Gino Strada in persona sembravano stupefatti dal successo della manifestazione di piazza messa in piedi per chiedere a gran voce la liberazione dei tre volontari arrestati in Afghanistan lo scorso 6 aprile.
A confermare la vicinanza estrema del popolo italiano (e non solo) alla ong di Strada ci sono, oltre ai 50.000 presenti in piazza oggi, oltre 350.000 firme raccolte sul web, più 11.000 firme da parte dei cittadini Afgani del Pashir. Questo perchè, come lo stesso Strada ha affermato dal palco:"Curiamo tutti, talebani e talebini, Osama e Obama". Alla manifestazione presente anche tutta la famiglia di Matteo Pagani, il più giovane dei tre medici sequestrati all'ospedale di Lashkar Gah. Ma in tantissimi sono giunti anche per ribadire con forza la stima e la fiducia incondizionata per il lavoro svolto dagli altri due volontari Marco Garatti e Matteo Dell’Aira. Al padre di Pagani viene chiesto se crede che il governo italiano si stia attivando per la liberazione dei figlio e la risposta è stata chiara:"Ci ho messo tre giorni a capire se stavano lavorando per la liberazione. Ora sono convinto di sì".
Come detto in precedenza nessun partito politico invitato e nessuna bandiera rossa, azzurra o di qualsiaso altro colore ammessa. Eppure, alla manifestazione, come si legge su "La Stampa", si sono "infiltrati" Walter Veltroni, Piero Fassino, Stefano Pedica, Nichi Vendola, Paolo Ferrero , Fabio Evangelisti e Sonia Alfano. E quando i cronisti hanno fatto notare a Strada che sono tutti esponenti di un'unica parte politica, il numero uno di Emergency ha risposto così:"questo bisogna chiederlo a loro e soprattutto a quelli che non sono venuti. Noi non abbiamo fatto appelli selettivi, a nessuna forza politica. Non ci interessa"
Sul palco si alternano cantanti come Moni Ovadia, Daniele Silvestri, Fiorella Mannoia e Nicolò Fabi; poi arriva la buona novella: l'indagine sarà affidata alla procura di Kabul. Perchè buona? Lo spiega ancora una volta Strada:"Se confermato, mi farebbe piacere, nel senso che almeno sapremmo di poter trattare con un procuratore, non con degli sconosciuti senza volto e senza nome. Se così fosse, da domani mattina gli avvocati che abbiamo già nominato giorni fa e ai quali è stato impedito di vedere i membri dello staff di Emergency, con un procuratore davanti, dovranno chiedere questa cosa e ottenerla. Perchè tra l’altro è la legge che lo prevede".
Dal palco è poi intervenuta anche la figlia di Strada, Cecilia che ha assicurato:"Se non saranno liberi entro sabato prossimo ci ritroveremo di nuovo in piazza"

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di Germano Milite
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