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700 persone in piazza nell'anniversario di piazza Fontana


700 persone in piazza nell'anniversario di piazza Fontana
13/12/2009, 14:12

Oltre 700 persone sono scese in piazza a Napoli a quarant'anni dalla strage di piazza Fontana! Una strage rimasta praticamente impunita come molte delle stragi che successivamente hanno insanguinato il paese. Rimasta impunita perchè, come ha ormai carattere di evidenza storica, chi avrebbe dovuto condannarsi era lo stesso che quelle bombe le aveva messe. Gli apparati della sicurezza del nostro paese, impropriamente definiti deviati, ma in realtà pienamente iscritti nella sanguinosa guerra fredda, e che hanno armato gruppi neofascisti per fermare i movimenti degli operai e degli studenti e indurre una stabilizzazione reazionaria.

A quarant'anni di distanza vediamo gli effetti di quella strategia, con i piduisti al governo, con la retorica della sicurezza usata come una clava contro i movimenti sociali e contro i più deboli a partire dai migranti, con gruppi di neofascisti e razzisti finanziati e sostenuti dai partiti di governo e dai loro esponenti anche a Napoli. Con gli apparati che continuano clamorosamente ad autoassolversi (se non a premiarsi.) come è accaduto con le sentenze del G8 di Genova.

Il corteo è stato aperto da uno striscione che diceva: "1969 piazza fontana: la mano è fascista la strage è di stato! Basta repressione contro i movimenti". Naturalmente slogans e striscioni hanno ricordato la lunga lotta contro il tentativo di insediare anche a Napoli una di queste organizzazioni dichiaratamente neofasciste come Casapound. Ma soprattutto tanti i riferimenti alle politiche raziste e al pacchetto sicurezza. In particolare dai gruppi femministi è stato aperto uno striscione: "LA POLIZIA STUPRA NEI CIE" che ormai è diventato simbolico in tutta Italia, perchè simile a quello strappato con le cariche della polizia alle femministe a Milano due mesi fà. E che ricordava le ormai innumerevoli segnalazioni e denunce di abusi e violenze contro le immigrate in attesa di espulsione nel CIE di via Corelli a Milano e non solo.
In via Medina, sotto la sede dell'ex-commissariato ai rifiuti, attuale sede del "commissariato liquidatore" dei tanti denari regalati con lo scandalo rifiuti agli speculatori, un gruppo di attivisti ha attaccato uno striscione al palazzo accendendo fumogeni verdi, per denuncare la politica degli inceneritori e solidarizzare con le manifestazioni di Copenaghen cui partecipano circa 50 attivisti napoletani e nelle quali già oggi si registrano cariche e centinaia di fermi. Lo striscione dice "COP15: contro la distruzione ambientale - Resistenza Globale".
Ricordiamo su questo che martedi pomeriggio ci sarà un'assemblea all'Università Orientale "Che tempo che farà.." con collegamento in diretta con gli attivisti napoletani a Copenaghen.
Infine il corteo ha toccato Questura e Prefettura, palazzi simbolo delle Istituzioni e, per quanto riguarda la questura, anche palazzo simbolo per ricordare il "malore attivo" che "suicidò" il ferroviere anrchico Giuseppe Pinelli dopo la strage di Piazza Fontana. A lui va la nostra memoria.

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di Redazione
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