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Armi venivano inviate tramite triangolazioni internazionali

9 arresti per un traffico di armi tra l'Italia e l'Iran


9 arresti per un traffico di armi tra l'Italia e l'Iran
03/03/2010, 14:03

MILANO - Sette persone arrestate ed altre due latitanti: questo è il bilancio di una operazione condotta dalla Guardia di Finanza per un traffico internazionale di armi diretto in Iran, in violazione dell'embargo che colpisce quel Paese. L'operazione era nata quando in Romania, alla dogana, erano stati trovati 200 puntatori, di quelli che vengono utilizzati dai cecchini. Indagando su questa spedizione, si individua una società italiana che le spedisce. Da qui è partita l'indagine che vede impicati anche quattro cittadini iraniani: Nejad Hamid Masoumi, 51 anni, accreditato come giornalista ed arrestato a Roma; Ali Damirchiloo, 55 anni, arrestato a Torino e sospettato di essere uno 007 iraniano; altri due invece sono latitanti: Hamir Reza, e Bakhtiyari Homayoun. Con loro arrestati anche cinque italiani: Alessandro Bon, 43 anni, titolare della società Antares; Danila Maffei, 40 anni e compagna di Bon; Arnaldo La Scala, 45 anni, socio anche lui della Antares; Raffaele Rossi Patriarca, di Torino, che avrebbe fatto da intermediario con l'Iran; Gugliemo Savi, 56 anni, titolare della SIrio srl, una società di comunicazioni.
Poichè non sarebbe stato possibile l'invio diretto in Iran, si facevano complicate triangolazioni, passando anche per l'Inghilterra e la Svizzera, dove sono state trovate altre armi.

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di Antonio Rispoli
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