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Servono i soldi per pagare cure e badanti

A 20 anni vende un rene per curare il padre malato di Sla


A 20 anni vende un rene per curare il padre malato di Sla
10/02/2010, 09:02

VERCELLI - Domenico Pancalli nel 2004 scoprì di essere ammalato di Sla, all'età di 44 anni. Come spesso avviene per le persone che vengono colpite in età relativamente giovane, i progressi sono stati abbastanza veloci e in breve l'uomo si è trovato impossibilitato ad essere autonomo. I familiari ovviamente lo accudiscono e lo curano, ma anche loro hanno una vita da vivere. CI vorrebbe una assistenza domicialiare, che lo Stato non passa e che la famiglia non è in grado di pagare ulteriormente.
E così ecco la proposta shock di Andrea, il figlio 20enne di Domenico: è disposto a vendere un rene per avere i soldi necessari a provvedere alle badanti che si prendono cura del padre. Andrea sta vivendo questa sofferenza da quando aveva 15 anni, quando la mattina doveva andare ad aprire il bar del padre, prima di andare a scuola, per poi tornare al bar appena suonava la campanella di fine lezioni. Una vita infernale, ma necessaria per accudire il padre, dato che la madre, che da allora vive accanto al marito, si sta consumando letteralmente nelle cure e nelle incombenze necessarie. Per il resto, l'Asl o gli enti locali non danno quasi nessun aiuto, salvo la fisioterapia tre volte la settimana (e per quello la famiglia Pancalli ha dovuto lottare non poco).
A diffondere la notizia l'associazione Viva la Vita Onlus, il cui presidente Mauro Pichezzi spiega: "Siamo in un Paese in cui vivere con la Sla si trasforma in una tragedia familiare. Le Istituzioni devono intervenire con urgenza per affrontare un problema che è già da mesi all’attenzione del Ministro della Salute e che finora non ha avuto alcuna risposta concreta. Lasciare che le cose vadano avanti così per migliaia di famiglie in Italia vuol dire ignorare del tutto il valore della vita umana".
E se a questo aggiungiamo la legge sul testamento biologico, che obbliga ciascuno di noi ad essere attaccati a respiratori, sondini nasogatrici ed altri macchinari, in caso di coma irreversibile, senza possibilità di scelta, c'è da chiedersi cosa succederà in futuro. Una Italia dove in ogni famiglia c'è almeno una persona allettata per sempre e per cui ciascuno di noi deve inunciare alla propria vita, solo per una disposizione di questo governo che vuole far felice il Vaticano?

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di Antonio Rispoli
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