Cronaca / Curiosità

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In Brasile il caso della donna-neonata

A 30 anni ha il corpo di un bebè di nove mesi


A 30 anni ha il corpo di un bebè di nove mesi
28/11/2011, 15:11

Cosa non si farebbe per combattere i segni del tempo! Il modello estetico che ci impongono quotidianamente, quello televisivo, ha decretato un aumento vertiginoso del numero di persone che ricorrono alla chirurgia estetica pur di ottenere il tanto sospirato ringiovanimento. Ma cosa ne direste se all’età di trenta anni il vostro aspetto fosse quello della neonata riportata in foto? E’ davvero sorprendente questo caso che ci viene raccontato dal Brasile e che, sia pure alla lontana, richiama alla nostra memoria la trama del film “Il curioso caso di Benjamin Button”. Maria Audete do Nascimiento è nata il 7 maggio 1981 in Brasile da una famiglia molto povera. Il suo è un raro caso di malformazione dovuto probabilmente a una grave mancanza dell’ormone tiroideo. Maria e i suoi genitori vivono in una casa d'argilla e le loro umili condizioni hanno sempre impedito che potesse ricevere le cure adeguate. I medici sostengono che, potendo intervenire per tempo, le condizioni di Maria Audete non sarebbero state certo quelle attuali. Purtroppo la malattia e il suo decorso l’hanno lasciata bambina in tutto e per tutto, incapace di provvedere anche ai bisogni più elementari. L’ipotiroidismo è dunque all’origine del suo mancato sviluppo tanto fisico, quanto mentale. La madre naturale di Maria è mancata che lei aveva ancora 13 anni. Da quel momento ad occuparsene è stata la matrigna, Francisca Nascimiento, che ha sposato in seconde nozze suo padre e che ha amorosamente accolto lei e la sua grave malattia come un dono di Dio. Gli esperti della facoltà di medicina dell’università di Ceara, la città in cui vive la famiglia Do Nascimiento, ritengono che ancora sia possibile poter agire sull’eccezionale caso di questa donna-bebè . I medici si sono detti propensi a curare gratuitamente Maria perché possa almeno imparare a camminare e a pronunciare qualche parola. Difficile non lasciarsi investire dal sentimento di “saudagi” per la vita che Maria Audete non ha potuto vivere…

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di Rosa Vetrone
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