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Libera propone sabato prossimo la giornata «Scopri il bene!»

A Milano visite guidate ai beni confiscati

Verrà raccontata la storia del bene prima e dopo sequestro

A Milano visite guidate ai beni confiscati
01/11/2011, 18:11

MILANO - Visite guidate ai beni confiscati alla mafia a Milano e hinterland. Il coordinamento provinciale dell'associazione Libera propone sabato prossimo una giornata di porte aperte intitolata «Scopri il bene!» con la possibilità di visitare 17 beni nei comuni di Milano (12 gli immobili del capoluogo posti sotto confisca), Sesto San Giovanni, Garbagnate Milanese, Senago, Buccinasco, Corsico, Assago, Trezzano sul Naviglio e Cesano Boscone. Durante le visite, spiega Libera, «verrà raccontata la storia del bene prima del suo sequestro e il suo riutilizzo attuale, proponendo un momento di riflessione improntato sul valore civico e educativo a partire dal concetto di riutilizzo sociale di un bene confiscato». Sono 179 i Comuni della Lombardia nei quali si trova almeno un bene confiscato alla criminalità organizzata e la Lombardia - sono i numeri ricordati dall'associazione - è la quinta per numero di beni confiscati. Appartamenti, box, bar, ristoranti, pizzerie, negozi, terreni e aziende che, grazie alla legge 109 del 1996, in parte sono già riutilizzati a beneficio della collettività. Dove un tempo c'erano le mafie, «oggi ci sono enti locali, associazioni, cooperative, fondazioni che riutilizzano i beni confiscati a fini sociali o istituzionali: persone che giorno dopo giorno si impegnano per la legalità, la giustizia e i diritti». In mattinata (dalle ore 9.00 alle ore 12.30) i beni saranno aperti alle scuole coinvolte nell'iniziativa. Nel pomeriggio (a partire dalle 15, secondo i programmi delle singole tappe) saranno a disposizione della cittadinanza. I rappresentanti di enti locali, associazioni, cooperative, fondazioni e di Libera illustreranno la storia del bene con il passaggio dai proprietari precedenti (tra i quali figurano boss come Biagio Crisafulli, Domenico Branca, Francesco Scaglione o il clan Ciulla) all'attuale destinazione: centri per disabili, comunità di recupero dalla tossicodipendenza, luoghi di aggregazione, associazioni sportive. 

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di Valerio Esca
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