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A Napoli i poliziotti salvano dal suicidio un ingegnere informatico


A Napoli i poliziotti salvano dal suicidio un ingegnere informatico
27/06/2012, 13:06

Una lotta contro il tempo, quella che gli agenti della sezione “Volanti” dell’U.P.G., si sono trovati a combattere la notte scorsa nella zona dei Decumani.

Il tempismo e la professionalità degli agenti, è stato di fondamentale importanza per salvare la vita di un ingegnere informatico, di quasi 40anni, che aveva tentato il suicidio.

I poliziotti, infatti, appena arrivati in Via Arte della Lana, a seguito di una segnalazione giunta alla Sala Operativa della Questura, hanno assistito ad una scena raccapricciante: il corpo dell’uomo era ormai fuori dal parapetto, completamente nel vuoto, con la testa all’ingiù ed un piede si era impigliato ad una rete in plastica, posta a protezione per arginare calcinacci ed eventuali cadute di materiali.

L’uomo, che non era riuscito nel suo intento, si dimenava al fine di liberarsi dalla morsa, in cui si era impigliato accidentalmente, al fine di raggiungere il suo scopo.

Notato che non c’era tempo da perdere, in quanto la rete stava cedendo, uno degli agenti, dopo aver creato con una corda un cappio, si è sporto con il suo corpo dal parapetto, sorretto da un altro poliziotto grazie al cinturone della divisa.

Il poliziotto è riuscito così ad applicare il cappio alla caviglia libera dell’aspirante suicida, rimedio che ha consentito agli agenti di tirarlo su, salvandolo.

L’azione sincronizzata degli agenti, che hanno formato una vera e propria catena umana, ha consentito che fosse evitato il peggio, in considerazione del fatto che il peso dell’uomo li stava trascinando verso il baratro.

Il 40enne, dimesso solo 4 giorni fa da una struttura ospedaliera per aver già tentato il suicidio, ha asserito d’aver compiuto l’insano gesto a seguito di un grave stato depressivo, scaturito per la perdita del lavoro e per l’essere stato abbandonato dalla moglie.

I poliziotti hanno provveduto, attraverso il personale del 118, al ricovero dell’uomo presso una struttura psichiatrica.

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di Fabio Iacolare
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