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A Palermo ritardano 100 treni su 100, la condanna della Cardella


A Palermo ritardano 100 treni su 100, la condanna della Cardella
28/02/2011, 11:02

Palermo, 25 febbraio 2011 – “La situazione dei trasporti in Sicilia non è grave come appare, è peggio. Probabilmente il nostro Governo non ha piena conoscenza della geografia e, del resto, la Gelmini la considera materia irrilevante, per cui bisogna spiegare pazientemente che la Regione è estesa per chilometri e chilometri, che le distanze fra paesi e città di una qualche rilevanza sono ingenti e che difficilmente possono essere percorse da chi non fruisce di un elicottero privato”.

Polemica e preoccupazione nelle parole di Lara Cardella, responsabile per la Sicilia dell’Italia dei Diritti, a commento degli allarmanti dati emersi circa la condizione del trasporto ferroviario nel palermitano e nella regione siciliana. La totalità dei treni, sia in arrivo da altre località sia interregionali, ritardano in media 30 minuti e a farne le spese sono gli utenti, disperati ma ormai quasi rassegnati ad un disservizio che influisce negativamente sulla loro vita quotidiana.

“Sarebbe bene, inoltre, - analizza l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - che i nostri governanti saggiassero la qualità delle strade per rendersi conto della fortuna che hanno a non essere denunciati dai cittadini per i danni inferti alle proprie autovetture da dossi, crepe, frane improvvise, ristrutturazioni perennemente in corso che, si sa, qualche bene apportano a chi se ne fa carico senza naturalmente che ciò comporti una fine entro meno di un lustro”.

Il poco invidiabile primato, stando ai rilevamenti effettuati dal 10 gennaio al 5 febbraio di quest’anno, va alla tratta Palermo - Messina con un ritardo medio di 25 minuti. Secondo posto per la Palermo - Agrigento. Altrettanto allarmante il numero di convogli ferroviari soppressi e tutte le conseguenze che ciò genera.

“I treni sono in ritardo, gli autobus hanno orari disagevoli – dichiara la Cardella - e chi usa i propri mezzi lo fa con il rischio di trovarsi nel bel mezzo della strada a cercare aiuto da altri solidali automobilisti. In tutto ciò pare chiaro quanto possa interessare ai Siciliani di un ponte che li colleghi al continente. Forse sarebbe meno dispendioso per tutti , e più utile per i cittadini, fornire ad ogni abitante un jet privato. O organizzare dei rally con in palio la vita dei partecipanti. Perché – chiosa - forse lor signori non sanno che, in queste strade, si muore. Senza bisogno di essere sotto effetto di droghe, alcool o alta velocità”.

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di Redazione
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