Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Napoli. "Caporalato": 32 imprenditori identificati

A Pianura le case abusive costruite dagli "schiavi"


A Pianura le case abusive costruite dagli 'schiavi'
22/12/2009, 14:12

NAPOLI - L’indagine sulla discarica di Pianura e sugli scontri del 2008 regalano un altro filone agli investigatori, quello dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina. Un capitolo emerso durante gli accertamenti per evidenziare i collegamenti tra l’abusivismo edilizio e il clan Lago. Infatti, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giovanni Gilardi confermano che proprio i Lago controllano, attraverso gli imprenditori del quartiere, non solo il mercato del mattone abusivo ma addirittura pure le ristrutturazioni di vecchi immobili. Cemento e pilastri. Solaio su solaio. Senza dimenticare i rifiuti tossici sversati illegalmente per 50 anni nella ormai famosa discarica dei “Pisani”, proprio a ridosso del “Parco degli Astroni”. Una riserva naturale, un mega-polmone di verde che poteva trasformare Pianura in uno dei quartieri più invidiati e vivibili della città. Invece no. L’hanno devastata e saccheggiata. Bidone su bidone, pilastri su pilastri, solai su solai. Mattone dopo mattone. E’ la patria dell’illegalità. Delle discariche, del cemento selvaggio, della camorra e dello sfruttamento degli immigrati clandestini. Proprio così. Siamo alle porte dell’inferno. Via Montagna Spaccata, via Padula e via Sartania, ogni giorno, alle prime luci dell’alba, sono assaltate da centinaia di magrebini provenienti dal litorale domitio. Infreddoliti, spaesati e disperati. Si radunano in gruppi, sui marciapiedi, mettendo in bella mostra il loro corpo. Sperano che qualcuno li “assuma” per una giornata di lavoro. La concorrenza è tanta quindi, per essere scelti, non bisogna avanzare troppe pretese. E, soprattutto, i prezzi devono essere concorrenziali. Venti euro in media per nove ore di lavoro. Magari, con l’aggiunta di un panino ed una birra. Vengono impiegati sui cantieri edilizi illegali non solo di Pianura, ma di Napoli e di tutta la provincia. Mal pagati e sfruttati. Ne sono consapevoli. Ma quei pochi spiccioli, per loro, rappresentano tutto e sono disposti pure a rischiare la vita. Lavorano in qualsiasi condizione e non si lamentano.
Gli imprenditori fanno a gara ad arrivare per primi al mercato degli schiavi. C’è più scelta e si preferiscono, ovviamente, i più aitanti. Si fermano ai bordi della strada coi loro furgoni, guardano la merce, una rapida trattativa e di corsa, a tutto gas, sul cantiere.
Un meccanismo oliato che va avanti da anni. Nessuno se n’è mai accorto. Le gente vede e gira la faccia dall’altra parte. Non si sconvolge. Le istituzioni, ormai assenti da anni, da queste parti si sono fatte vive solo quando c’era da utilizzare la forza per imporre la scellerata scelta, per fortuna scongiurata dalle proteste del quartiere e dai magistrati, di riaprire il sito dei “Pisani”. Poi più nulla. E proprio grazie a quella indagine, partita nel 2008, gli investigatori sono riusciti ad alzare il velo sul mercato degli schiavi che inizia a via Montagna Spaccata. La polizia giudiziaria, per giorni, ha monitorato l’area. Un’azione capillare che ha consentito alla digos, su delega della Direzione distrettuale Antimafia, di identificare ben 32 imprenditori edili, la cui metà opera stabilmente a Pianura. Inoltre, gli inquirenti hanno identificato pure alcuni extracomunitari da sentire come persone informate sui fatti. Dalle loro parole sarà possibile ricostruire, in maniera minuziosa e dettagliata, l’ennesimo sistema illegale che ruota attorno all’abusivismo edilizio. Una voce imponente nei bilanci della criminalità organizzata. A Pianura, il mattone selvaggio e il mercato degli schiavi ha rimpinguato per anni le casse del clan Lago. Qui funziona così.

Commenta Stampa
di Giovanni De Cicco
Riproduzione riservata ©