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Domani associazioni e cittadini contro la camorra

A Piazza Plebiscito brindisi per la sentenza Spartacus


A Piazza Plebiscito brindisi per la sentenza Spartacus
18/01/2010, 21:01

NAPOLI - Finalmente la Cassazione a confermato la condanna per i camorristi imputati nel processo Spartacus contro il clan dei casalesi. Quale miglior modo di un mega brindisi nella centralissima Piazza Plebiscito, un abbraccio corale che coinvolga quanti vogliono lanciare un messaggio alla città e all’Italia, all’indomani di una giornata di fondamentale importanza nella lotta alla camorra? Già, un vero e proprio brindisi, in programma martedì 19 gennaio alle 13 e organizzato da un gruppo di cittadini ed associazioni.
Sarà un brindisi storico, perché c’è una Napoli che vuole festeggiare, mettendo da parte l’assordante silenzio di anni, lustri, decenni. E’ la città che accoglie con un sospiro di sollievo e con una certa soddisfazione la sentenza della Cassazione nel processo Spartacus: sedici ergastoli contro il clan dei casalesi, una notizia che nessuno – da queste parti – vuole passi inosservata.
Gente comune e qualche vip, a cominciare dallo scrittore Maurizio De Giovanni e dall’ex assessore provinciale Francesco Emilio Borrelli. Ma ci saranno, tra gli altri, anche Gaia Triunfio, presidente dell’associazione studenti napoletani contro la camorra e Enrico Maria Borrelli, presidente dell’associazione Napolibuona. Tutti insieme perché non si sminuisca il valore di una sentenza storica. «Sui nostri territori - spiegano gli organizzatori - questa sentenza è vissuta come un qualcosa di negativo. La gente non avverte l'importanza della decapitazione di un clan così importante e feroce. Per questo abbiamo deciso di organizzare questo evento e di distribuire delle spillette contro i casalesi».
L’iniziativa vuole essere anche un’inversione di tendenza, perché da queste parti troppo spesso la città mostra un volto disinteressato e distratto di fronte al susseguirsi dei colpi di scena nella lotta contro la camorra.«A Palermo per molto meno – continuano gli organizzatori - la gente è scesa in piazza a festeggiare da noi la parola camorrista viene ancora sussurrata a bassa voce con timore per paura che qualcuno possa sentire. Noi vogliamo gridare a testa alta il nostro no alla criminalità e affermare pubblicamente il sostegno alla forze dell'ordine,alla magistratura e allo stato. Per quanto ci riguarda, vogliamo lanciare una nuova stagione di impegno contro i clan sopratutto adesso che si apriranno le guerre di successione».

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di Mario Aurilia
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