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Il Senatùr:"L'unico ministro per il federalismo sono io"

A Pontida Bossi e Calderoli per il federalismo


A Pontida Bossi e Calderoli per il federalismo
20/06/2010, 13:06

MILANO - Si apre con un grado di tensione facilmente percepibile il tradizionale appuntamento del "pratone" organizzato ogni anno dalla Lega Nord.
La pioggia battente ha tenuto compagnia agli oltre duemila presenti, accampati a Pontida già da ieri notte per ascoltare, quest'oggi, dichiarazioni e probabilmente soprattutto rassicurazioni  di Umberto Bossi.
Con gli squarci ripetuti all'interno della maggioranza e la malcelata difficoltà e crisi di popolarità creata dal ddl sulle intercettazioni, il lavoro motivazionale del Senatùr si è presentato fin da subito non facile. La vera, potenziale spina del fianco del Carroccio resta però il federalismo fiscale; sbandierata per tanto, forse troppo tempo ed ora scivolata in un clamoroso rischio bocciatura. Il Leader leghista precisa però che, la manovra di riforma, non è in pericolo e verrà approvata prima possibile. Dello stesso avviso Roberto Calderoli il quale, sul tema, addirittura rilancia ed osserva:"Senza il federalismo l'economia nazionale crollerà ed il paese si dividerà".
Moniti e rassicurazione che appaiono però più delle auto-rassicurazioni mentre, nel frattempo, si tace con un po' di imbarazzo sulla nuova, dibattutissima nomina di
Aldo Brancher come ministro per un Federalismo che, come ha  osservato anche il presidente dell'Anci Sergio Chiamparino, soffre di un sovrannumero di addetti al lavori e di una proporzionale lentezza di tali lavori. 
Ultimo nodo non difficile da districare per Bossi è quello con i finiani. Il presidente dalla Camera ed  i suoi fedelissimi, sempre più scontenti, minacciano indirettamente il crollo del governo e dunque le temutissime elezioni anticipate (a quanto sembra preventivate anche dallo stesso Berlusconi). Ci sono poi i sindaci lombardi che appaiono decisamente scontenti della manovra economica presentata dall'esecutivo ed in particolare da quel Giuglio Tremonti sempre più amico di Bossi e, paradossalmente, nemico delle regioni che si considerano "virtuose". Insomma: quella di Pontida rischia di essere un'insalata verde condita di pepe e molto difficile da digerire per chi, fino ad oggi, l'aveva scelta come prodotto ideale.
Come intuibile, in ogni caso, al momento nessuno dei rappresentanti leghisti ha toccato il delicatissimo tema del nuclerare; nemmeno l'antinuclearista (prima delle elezioni) Roberto Cota che, una volta divenuto governatore, non ha esitato a tramutarsi in un convinto sostenitore della causa atomica. A tal proposito: che il Carroccio rischi di esplodere dall'interno? Per molti è un pericolo; per altrettanti una viva speranza.

Aggiornamento 16:30

Sulla nomina di Brancher si sono espressi sia Maurizio Gasparri che, successivamente, lo stesso Bossi. Il primo ha osservato, senza troppi giri di parole, che "gli italiani non avessero veramente la necessita' di un nuovo ministero del Federalismo anche se Brancher e' un mio amico, del quale ho stima". Il Senatùr, invece, dopo aver inizialmente evitato ogni commento a riguardo, ha ribadito con forza che:"L'unico ministro per l'attuazione del federalismo sono io". A questo punto, il nuovo incarico di Brancher, suona ancora più difficile da spiegare; anche per gli appartenenti della stessa maggioranza.

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di Germano Milite
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