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A quasi 25 anni dalla «Nostra aetate» a che punto è il dialogo tra ebrei e cristiani?


A quasi 25 anni dalla «Nostra aetate» a che punto è il dialogo tra ebrei e cristiani?
29/03/2011, 16:03

L’apertura di nuovi orizzonti tra ebrei e cristiani è dovuta, in massima parte, a tre eventi: la Shoah; la nascita dello Stato d’Israele; il Concilio Vaticano II. Sono avvenimenti tra loro molto diversi; tutti e tre però, nel loro campo, segnano una svolta irreversibile: nulla può essere come prima. A quasi 25 anni dalla Nostra aetate e dopo i documenti applicativi che l’hanno seguita (1974 e 1985), a che punto è il dialogo tra ebrei e cristiani? Molte le voci, di entrambe le parti, che periodicamente intervengono su questo tema. Quella di Nathan Ben Horin – dal 1980 al 1986 a Roma in qualità di ministro plenipotenziario dei rapporti di Israele con il Vaticano – ci pare particolarmente significativa per equilibrio e pacatezza, oltre che per autorevolezza, poiché raccoglie riflessioni e testimonianze personali attorno a un argomento decisivo: la centralità della Terra d’Israele nell’ebraismo. Il problema è sviluppato su due versanti: il tema della Terra d’Israele nell’ambito del dialogo tra cristiani ed ebrei e lo sviluppo delle relazioni tra Israele e Santa Sede, che hanno portato al riconoscimento diplomatico del 1994. Di quest’ultima vicenda l’Autore è stato testimone privilegiato e significativo protagonista. Dal testo risulta con evidenza che gli ebrei non sono «una specie di chiesa senza Gesù, ma sono un’entità etnico-religiosa-culturale con una sua propria storia, legata a una terra precisa». Il libro si chiude con alcune pagine dedicate ai «Giusti», vale a dire alle persone che, negli anni della Shoah, hanno aiutato, correndo gravi rischi personali, gli ebrei perseguitati. NATHAN BEN HORIN, nato in Germania da famiglia polacca, (Wiesbaden 1921), ha vissuto in Francia dove ha partecipato alla resistenza contro i nazisti. Ha svolto attività diplomatica per Israele. In Italia dal 1980 al 1986 si è occupato dei rapporti diplomatici con la Santa Sede, quando le relazioni diplomatiche con Israele non erano ancora state regolate. Dal 1994 è membro della Commissione per la designazione dei «Giusti tra le Nazioni» dell’Istituto Yad Vashem, incaricato in particolare delle pratiche che riguardano l’Italia. PIERO STEFANI (Ferrara 1949), laureato in filosofia a Bologna, noto studioso di ebraismo e insigne biblista, è uno dei principali animatori del dialogo cristiano-ebraico. Insegna filosofia della religione presso l’Università di Ferrara. Dal 1985 è redattore e articolista della rivista «Il Regno» e collabora con le riviste «Credere oggi», «Humanitas», «Esodo», «Studi Ecumenici», «Studi Fatti Ricerche» (Sefer), «Horeb», «Jesus». È membro del Comitato scientifico e direttore del «Notiziario di Biblia», Associazione laica di cultura biblica. Collabora regolarmente con la trasmissione di Radio 3 «Uomini e Profeti».

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di Redazione
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