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A Riace un modello di integrazione per gli stranieri


A Riace un modello di integrazione per gli stranieri
31/03/2009, 14:03

Riace è un paesino della Calabria, conosciuto solo perchè nelle acque antistanti la cittadina furono trovate due statue di bronzo raffiguranti due guerrieri: i famosi "bronzi di Riace". Ma i 400 abiranti della città, col loro sindaco Mimmo Lucano, hanno elaborato un sistema per far integrare gli stranieri. Il sistema è semplice: li si fa lavorare nei laboratori artigianali della città, in modo da dargli un lavoro. Inoltre ci si attrezza anche per farli dormire in ambienti sani (non le casupole dove vengono ammassati a decine in ambienti sporchi e malsani). E così gli stranieri imparano un lavoro - che poi possono praticare da soli, magari per alimentare un mercato in crescita, quello equo e solidale - ed imparano l'italiano, grazie a corsi di apprendimento, che vengono fatti per adulti e bambini. E in questa maniera l'immigrazione diventa una risorsa, visto che il continuo afflusso di persone - che una volta imparato a lavorare, vanno per i fatti loro e vengono sostituiti da altri - permette di mantenere uno sviluppo economico della città, al punto che non solo i Comuni vicini stanno imitando il sistema (per esempio Caulonia e Stignano), ma è un fenomeno studiato da persone che vengono da tutta Europa. E anche la Regione Calabria pare stia progettando di estendere il sistema su tutto il territorio. Naturalmente ci deve essere una certa proporzione tra italiani e stranieri in via di integrazione.
Altro che la caccia al marocchino o le camnpagne di paura che i mass media fanno, in TV e sui giornali. Queste sono le risposte degne di un Paese civile. E come sempre, sono risposte che vengono dagli umili, da coloro che sanno cosa vuol dire soffrire e che per questo sono forti dentro, senza farsi forza con una violenza che maschera solo la debolezza.

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di Antonio Rispoli
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