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A Sorrento, fotografie e musica in scena con “Mostre Sonore”


A Sorrento, fotografie e musica in scena con “Mostre Sonore”
11/07/2012, 12:07

A Sorrento, fotografie e musica in scena con “Mostre Sonore”
Il 12 luglio, ore 21, al parco Ibsen, ingresso gratuito
Il 12 luglio prossimo, alle ore 21, al parco Ibsen di Sorrento, andrà in scena Mostre Sonore, un evento che coniuga fotografia e musica.
Organizzato con il patrocinio del Comune di Sorrento e la collaborazione dell’associazione Slow Sud, la manifestazione si articola in un percorso di luci, foto, note, prosa, dibattiti, gastronomia ed arte. Un modo nuovo ed originale che parte dall’incontro di due artisti, Noemi Commendatore e Felice Romano, di campi apparentemente diversi, fotografia e musica, che fondendosi con altri artisti ed altre arti cercano di porre dei fari su alcuni fenomeni che caratterizzano la società moderna.
Un modo diverso di raccontare storie vissute e tematiche spesso dimenticate in cui si uniscono a volte fondendosi tante forme di arte per coinvolgere lo spettatore attivando i diversi sensi della percezione. L’originalità consiste anche nel rendere lo spettatore parte attiva della mostra in quanto sono predisposti degli spazi dedicati all’ espressione dei loro autonomi pensieri che aggiungeranno valore alla tematica prescelta e contribuiranno ad aggiungere ulteriori suggestioni allo spettacolo.
“Mostre Sonore - sottolinea la fotografa siciliana Noemi Commendatore - nasce dalla volontà di proporre tematiche tragicamente attuali ma che sembrano dimenticate. Mi è poi sembrata suggestiva l’idea di abbinare più forme d’arte, in un percorso di tempo in cui le note di Felice Romano incontrano degli scatti di vita, in ambientazioni originali e stimolanti per qualsiasi forma d’arte”.
L’altro artefice del progetto è Felice Romano, cantautore napoletano con all’attivo tre album e numerosi concerti.
"La particolarità che mi ha colpito - precisa - consiste nel fatto che il focus di quasi tutte le foto è improntato più sul particolare che sull’oggetto che si fotografa; questo consente ad altre forme di arte di continuare a ‘sviluppare’ il concetto della foto e a ravvivarne ancor di più il messaggio. Nun semu nenti infatti è diventato un progetto discografico ma anche un percorso di prosa di gastronomia e un forum di discussione. E' un esperimento particolarissimo e sicuramente audace che vorremmo ripetere con altre tematiche”.

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di Redazione
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