Cronaca / Nera

Commenta Stampa

Colpo grosso della Guardia di Finanza

A un passo da Zagaria, catturato un prestanome


.

A un passo da Zagaria, catturato un prestanome
25/10/2011, 15:10

NAPOLI - Si stringe il cerchio intorno a Michele Zagaria il capo induscusso dei Casalesi. La Guardia di Finanza di Caserta, nell'ambito dell'operazione 'Night and Day', omonimo complesso turistico sottoposto a sequestro perchè riconducibile al super boss latitante, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti del boss Zagaria e di un proprio prestanome Luigi Cassandra. Gli immobili posti sotto sequestro hanno un valore di oltre 7 milioni di euro. Si tratta di qualche piscina, un ampio bar, un importante ristorante, un’annessa sala da ballo e un’elegante palazzina di tre piani destinata ad abitazioni per i familiari di Cassandra, il tutto completamente nascosto da un imponente muro di cinta. Ulteriori sequestri hanno riguardato 5 società operanti nel tempo e utilizzate per il reinvestimento del denaro, in tal modo ripulito, nonché numerosi conti correnti bancari e strumenti finanziari assicurativi. Il complesso turistico sportivo chiamato “Night and Day” operativo ormai da qualche anno era normalmente frequentato dalla gente del posto soprattutto nel periodo estivo. All’interno si sarebbero svolti dei veri e propri summit tra gli esponenti di vertice della camorra casertana. Zagaria, ancora latitante, avrebbe utilizzato non solo Cassandra, tratto in arresto all’alba presso la propria abitazione e associato alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, ma anche i sui familiari. Le indagini sono state coordinate dal Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia, Dott. Federico Cafiero de Raho, e dai Sostituti Procuratori, Conzo e D’Alessio. la ricostrruzione degli inquirenti è stata resa possibile anche grazie alle dichiarazioni rese da numerosi collaboratori di giustizia. Gli inquirenti hanno scoperto che Cassandra privo delle necessarie disponibilità economiche, approfittando dei vari incarichi politici ricoperti nel corso degli anni, quale assessore ai lavori pubblici, alle finanze e all’urbanistica, ed avvalendosi della forza intimidatrice del clan dei casalesi, aveva realizzato il centro sportivo sottoposto a sequestro e la palazzina su un terreno destinato ad esclusivo uso agricolo, impiegando i mezzi finanziari che gli venivano forniti dai camorristi. Attraverso la struttura, poi, il clan reimpiegava i proventi delle attività illecite in un’attività commerciale formalmente regolare e ne riutilizzava i guadagni.

Commenta Stampa
di Rosario Lavorgna
Riproduzione riservata ©