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"Live" nelle zone devastate dalle colate di cemento

Abbattimenti di case abusive: paga solo la povera gente


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Abbattimenti di case abusive: paga solo la povera gente
23/11/2009, 12:11

NAPOLI - La Procura della Repubblica ha predisposto migliaia di abbattimenti di edifici senza licenza realizzati a Napoli e in tutta la provincia. Tra i paesi più colpiti ci sono, innanzitutto, quelli dell’area a nord del capoluogo partenopeo. Comuni con una densità demografica superiore ai capoluoghi di provincia: come ad esempio Giugliano, Casoria e Afragola.
Le telecamere di “Live”, trasmissione condotta dal giornalista Giovanni De Cicco, hanno fatto un primo giro in provincia, nelle aree dove le ruspe dello Stato hanno cominciato l’opera di abbattimento degli edifici costruiti senza licenza. Si parte da Afragola, dal rione “Saggese-San Marco”. Un agglomerato residenziale totalmente abusivo. Ci sono solo le case. Mancano le infrastrutture primarie: strade, marciapiedi, fogne e pubblica illuminazione. Il viaggio è proseguito, poi, a Casalnuovo, un paese salito alla ribalta della cronaca per speculazioni edilizie abusive che hanno determinato lo scioglimento anticipato dell’assise cittadina per “infiltrazioni della camorra”. Anche in questo caso, le ruspe dello Stato sono ancora al lavoro per abbattere i “palazzi della camorra”
Il cemento selvaggio costituisce, dopo la droga e le armi, la voce più importante dei bilanci dei clan. Una bonifica che, però, punta a punire solo l’anello più debole della catena: quei cittadini che magari hanno investito i risparmi di una vita per coronare il loro sogno. Quello di dare una casa, di garantire un tetto di proprietà ai figli. Gli imprenditori collusi con la camorra, che per anni hanno devastato il territorio, lavorando “gomito a gomito” con la criminalità organizzata, alimentando un sistema di scatole cinesi grazie al quale è impossibile arrivare a chi, realmente, ha svolto la commessa, l’hanno fatta franca. L’unico a sapere i nomi è il cittadino. Il proprietario del suolo, il committente. Ma nessuno parla. Anche a costo di perdere la casa. Nessuno denuncia perché la gente ha paura.
Le telecamere di “Live” hanno raccolto i malumori dei cittadini, raccontano storie di ordinaria povertà di persone che, dopo aver perso l’abitazione, dormono in strada, vicino alle macerie dell’edificio abbattuto. Passano la notte nelle macchine, nei camion, attrezzati per l’occorrenza a dormitori, con tanto di materassi e cuscini. Il video allegato all’articolo racconta da un lato storie toccanti e dall’altro la triste realtà dell’abusivismo edilizio. Un business per la criminalità organizzata e per una classe politica “collusa” che negli anni ha favorito gli imprenditori e gli speculatori con un silenzio complice. Tutti l’hanno fatta franca. Pagano solo i cittadini. Come detto, l’anello più debole della catena.

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di Redazione
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