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Domani al via le demolizioni, corteo dei comitati a Pianura

Abbattimenti, settimana decisiva: "Fermate le ruspe"


Abbattimenti, settimana decisiva: 'Fermate le ruspe'
18/07/2010, 21:07

NAPOLI - Circa un centinaio tra donne, bambini ed anziani in marcia per fermare le ruspe che da domani mattina potrebbero inesorabilmente tornare ad abbattere le case abusive nella periferia nordoccidentale di Napoli. È il prologo di quella che potrebbe essere una settimana ad altissima tensione, nel quartiere Pianura. E gli appartenenti al coordinamento dei comitati campani “no-abbattimenti” sono scesi in strada in quello che è il territorio simbolo del secondo sacco edilizio vissuto dal capoluogo campano. Slogan, striscioni, anche vuvuzelas e trombette di segnalazione hanno squarciato il silenzio di una domenica di fine luglio, sfidando la canicola pur di manifestare il disappunto verso il pugno duro adottato dalla Procura della Repubblica di Napoli. Intorno alle 18 i manifestanti si sono ritrovati davanti alla stazione della circumflegrea di Pianura. Tra loro anche il portavoce dei comitati Domenico Savio, che annuncia nuove proteste per il 24 luglio sull'isola di Ischia: “Questi cittadini sono stati costretti ad essere abusivi – tuona – in quanto lo Stato, anziché studiare e varare nuovi piani per la casa, reprime chi protesta e chiede da anni di vivere civilmente. È una grande tragedia sociale, alla quale opporremo una strategia di lotta che miri a chiudere ogni dialogo con la classe politica sottraendo consensi in termini elettorali”. Circa l’ottanta per cento delle abitazione che saranno interessate alle demolizioni, secondo i portavoce del coordinamento, sono case di prima necessità. Tetti costruiti col sudore della fronte e con anni di sacrifici, che hanno costretto giovani ad indebitarsi e ad accendere mutui che non potranno onorare. “Il fronte si ricompatta per far valere un sacrosanto diritto costituzionale – fanno notare Marinella e Rachele Mele, dei comitati della zona ovest di Napoli – A 48 ore dalle elezioni regionali ci assicurarono che avrebbero adottato un decreto “ferma-ruspe”, ma le promesse sono state puntualmente disattese dopo la tornata elettorale. Siamo stati presi in giro da tutti, umiliati e trattati come camorristi”.    

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di Davide Gambardella
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