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Abbattimenti, Tedesco scrive a giudici, politici e vescovi


Abbattimenti, Tedesco scrive a giudici, politici e vescovi
27/01/2011, 12:01

Il Signor Tedesco che segue e apprezza su Internet i servizi giornalistici che la Redazione di PCIML-TV realizza sulla tragedia degli abbattimenti, ha scritto un appello accorato e carico di umanità ai Giudici e ai rappresentanti delle Istituzioni affinché si fermi il crimine degli abbattimenti delle case della povera gente. Un appello inviato anche al Vescovo di Ischia Filippo Strofaldi che da tempo si è fermamente schierato al fianco delle famiglie colpite da questo dramma sociale senza precedenti.

“Buongiorno, e grazie per quello che state facendo in favore della povera gente”. Inizia così la mail inviata alla Redazione di PCIML-TV dal Signor Raffaele Tedesco di Angri e rivolta a Domenico Savio da sempre impegnato a difesa dell’abusivismo di necessità.

“Vorrei indirizzare questa mia, prosegue la lettera, al Sig. Savio che ho ascoltato su internet durante alcuni suoi interventi relativi ad abbattimenti di case di necessità, alle promesse pre-elettorali di Mara Carfagna e company e di tutto il resto.

Al proposito allego una mia lettera che ho inviato a cento indirizzi in Italia e Europa, alla quale ha risposto il Vescovo di Nocera-Sarno (poteva anche tenersela la risposta), il Vescovo di Ischia (grande risposta) e l' On. Fini (comunicandomi che la lettera era stata passata alla commissione parlamentare di competenza).

Vorrei fare ancora altro e di più per questa povera gente (non ho problemi di tipo edilizio) quindi non lo faccio per interessi personali.

Sono letteralmente schifato dall' assenza dello Stato Nazionale, Regionale e Provinciale in relazione a questo CRIMINE.

Ancora grazie perchè gridate al posto di questa povera gente il cui torto è quello di non avere voce.

Dio Vi benedica per quello che fate. Non Vi fermate MAI.

E se si può fare di più fatemi sapere”. Sin qui la mail di Raffaele Tedesco inviata a Domenico Savio. Di seguito pubblichiamo integralmente il testo dell’accorato e significativo appello rivolto da Tedesco ai Giudici e ai rappresentanti istituzionali del nostro Paese affinché si fermi il crimine degli abbattimenti delle case di necessità.

NON SI PUO’ RESTARE IN SILENZIO DINANZI AL CRIMINE DEGLI ABBATTIMENTI DELLE CASE DI NECESSITA’

Aiutate il popolo della Campania, salvatelo dal baratro, non lasciatelo in balia di un gruppo di magistrati che, forse, non hanno mai avuto alcun problema di tipo economico, di fame, di disperazione, di miseria, di lavoro duro, di cattivi pensieri, di debiti, di disperazione, ecc.

Stanno facendo abbattere le case del popolo, stanno distruggendo gli stenti di una vita intera dedita al lavoro, al pagamento dei debiti, all’ onorare il proprio Stato con il lavoro onesto e con il pagamento dei tributi. Stanno lasciando una crepa enorme nel cuore, nella mente e nella personalità di ogni essere umano che vive momenti del genere, anche se non direttamente interessato o per niente interessato. Come il sottoscritto che, trovandosi per caso sul luogo di un abbattimento, ha fatto una somma delle componenti presenti in quel momento (esseri umani compresi) provando sdegno e sensazioni negative indescrivibili.

Non si può restare in silenzio al confronto di questo grande crimine.

Cari Signori Giudici (che comunque fate il Vostro lavoro) recatevi una volta soltanto sul luogo di un abbattimento, fate un’ analisi della situazione, di quello che era, che è in quel momento, e di quello che sarà. Forse così Vi renderete conto dell’ entità di ciò che portate avanti, e rallenterete il corso delle Vostre operazioni. E solleciterete interventi del Governo per trovare deviazioni all’ ostacolo. Perché di deviazioni ve ne sono, non manca ai grandi cervelloni trovarne.

Ricordo una frase di un vecchio signore. “…..per capire uno con il dolore al molare, ci vuole un altro con il dolore al molare…….”.

Giornali e telegiornali tacciono, solo in internet alcune notizie. Persone nella propria casa, nella loro proprietà vengono, con la forza, tirate fuori dalle proprie abitazioni. Violentate nell’ orgoglio e nella dignità personale di esseri umani. Magari costrette, sempre con forza, ad andare in ospedale per calmarsi, mentre lo scempio si compie. Mentre la violazione di un diritto: quello di avere un tetto sotto il quale ripararsi e dormire continua a compiersi imperterrita.

La bipenne del boia si abbatte impietosa in nome e per conto di una “cosiddetta” giustizia.

Lo stento di una vita viene raso al suolo: stracciato, fatto a brandelli da un braccio meccanico pilotato da un eguale essere umano che tutto ha fatto fuorchè ribellarsi a cotanto scempio. Come del resto anche tutti gli altri personaggi coinvolti: dalle forze dell’ ordine, ai piloti delle autoambulanze, vigili del fuoco, sindaci, e relativi consigli comunali. E ai debiti decennali, ancora da pagare, sI aggiungono quelli per le spese di demolizione e trasporto, dei materiali edili frutto della distruzione, pena il sequestro anche del suolo.

Provate a rendervi conto chiudendo gli occhi per un minuto, immaginate di essere al posto di questa povera gente. Sono certo che “gli occhi” li aprireste prima dei sessanta secondi, perché non resistereste al pensiero di essere oltraggiati in tal modo e da mano incosciente.

Ho assistito, a Sant’ Antonio Abate (NA), il giorno 15 del mese di aprile, ad una di queste operazioni e Vi assicuro che quanto si prova è indescrivibile (eppure non avevo nulla in comune con queste persone e non ho problemi di questo tipo). Lascia, credetemi, un vuoto incolmabile. Porteremo, noi, il segno per moltissimo tempo di quanto abbiamo fatto, visto e taciuto. Pensiamo, allora, cosa accade ai diretti interessati.

L’ impressione è stata di trovarmi nel mezzo di un’ occupazione militare con tanto di carri armati: carabinieri con giubbotti antiproiettili, poliziotti in tenuta antisommossa, (tutti con mitra a spalla e pistole ben visibili, blindati, veicoli protetti contro eventuali aggressioni, ambulanze, vigili del fuoco, polizia municipale, ruspe, strade chiuse al traffico, ecc. STIAMO SCHERZANDO? - E’ UNA GUERRA DELLO STATO CONTRO IL PROPRIO CITTADINO?

Non credo che il cittadino abbia fatto una guerra al proprio Stato per meritare tanta crudeltà.

FERMATE questo gruppo di giudici, aspettate una legge, una soluzione, un rimedio e nel frattempo fate assistere, coloro che hanno subito tanta aggressione da un gruppo di psicologi, non li abbandonate dopo averlo oltraggiati in malo modo. NON FATE ABBATTERE LE LORO CASE.

Sono passati diversi giorni dal quel 15 aprile, ma tanta è la nausea, tanto è il turbamento che non riesco a scrivere prima di adesso.

Un esempio: “in via paludicella a Sant’ Antonio Abate, un po’ sottoposta alla strada,

c’ era una piccola casetta, azzurra, credo misurasse in tutto circa 50 (cinquanta) metri quadrati: due stanze, cucina e bagno. Intorno a questa semplicissima casetta altre abitazioni quasi adiacenti. I proprietari si arrangiano con lavori agricoli saltuari, con quello che guadagnano cercano di tirare avanti insieme ai figli (di cui uno in non perfetto stato di salute). Nonostante i vari avvisi, non credevano si arrivasse a tanto e, all’ arrivo degli extraterrestri demolitori, si sono trovati con la casa senza averla svuotata. I signori distruttori hanno chiamato operai, hanno messo tutto su di un autocarro e poi hanno portato a termine il CRIMINE triturando la loro casa: l’ unico bene che aveva questa famiglia, e che sarebbe servito loro per assicurare una vita dignitosa ai propri figli.

Tutti a guardare. Tutti.”

Forse un ammutinamento generale potrebbe essere l’ unica soluzione a tanta vergogna, ma dovrebbe essere totale. Un rifiuto da parte di tutti gli elementi in gioco.

Eh, sarebbe bello, ma noi siamo abituati a protestare contro lo Stato per cose marginali, sciocche e inutili, e ci attacchiamo a tutti i diritti di questo mondo. Ma quando si tratta di difendere la vita, il domani dei nostri figli, il nostro diritto primario ed essenziale: la casa, allora non sappiamo fare altro che zittire, e continuare ad agire nell’ errore.

Al mattino seguente, ritornato sul posto ancora incredulo pensavo ad un’ avventura, una specie di sogno, in realtà era tutto vero Le ruspe ancora li, in attesa di completare il “lavoro”, e una pattuglia della polizia a guardia di esse.

Il tutto deve essere riportato allo stato originario, ritornare ad essere quel fazzolettino di terra in mezzo a tante altre case, condannato a diventare un groviglio di rovi, di sporcizia, di degrado, mentre pochi giorni prima era giardino di vita. V E R G O G N A!!!!!

Dove c’ era un’ abitazione di prima necessità di proprietà di onesti e per bene lavoratori, frutto di quindici lunghissimi anni di lavoro, ora c’è la nuda terra solcata dai rebbi di uno scavatore meccanico. A significare:

“ECCO, QUELLO CHE L’ UOMO HA SAPUTO FARE. TRAFIGGERE LA VITA DI UN SUO SIMILE, DISTRUGGERE I SUOI PROGETTI, LA SUA VITA. SEGNARE IL SUO DOMANI, SUO E DELLA SUA FAMIGLIA, PER SEMPRE, FINO ALLA FINE DEI SUOI GIORNI. SENZA MOTIVO, SENZA PIETA’, CON IGNOMINIA E MANO COLPEVOLE.

Mi vuole spiegare (per cortesia) caro, imperterrito, tutto d’ un pezzo, Signor Giudice perché proprio quella casa (intendo quella di via paludicella) e non prima altre costruzioni che sono molto, ma molto di più ad altissimo rischio? COME MAI?

Voglio capire case su pendii vulcanici, case nei greti di fiumi in secca, case a picco su terreni argillosi e in zone altamente a rischio, ma non capisco perché sbriciolare una casa come questa, e come tante altre, in zone nemmeno tangenti ai siti prima elencati. L’ unico torto, di queste persone, è stato quello di non aver aderito al CONDONO edilizio del 2003 grazie alla destabilizzazione causata dal Sig. Presidente della Regione Campania Bassolino e che poi la Corte Costituzionale ha dichiarato ILLEGGITTIMO. Ecco perché quei termini vanno riaperti. Perché i cittadini della Regione Campania non sono diversi dai cittadini delle altre regioni d’ Italia. E il Sig. Bassolino dovrebbe essere severamente PUNITO, dalla legge, per aver dato inizio a tanto disordine, tanta disperazione, a tanta distruzione.

Lei, Signor Giudice, sapeva benissimo che il Governo stava lavorando per trovare una soluzione, e che a breve sarebbe saltata fuori. Allora mi chiedo e mi richiedo per cento, mille, milioni di volte: PERCHE’ - PERCHE’ - PERCHE’

Ma COME? Riuscite a mettere fuori dalle carceri pluripregiudicati grazie a qualche cavillo, e ora, non ne riuscite a trovare uno per evitare di abbattere la case della gente? Del popolo?

Dovevate aspettare! Perché potevate aspettare. Perché sapevate che la soluzione era alle porte.

Ma come fate a poggiare la testa sul cuscino? Come fate a dormire pensando che, mentre VOI avete un riparo, altri sono senza più niente?

COME FATE A CONTINUARE A VIVERE. PIETA’ SIGNORE CONTRO DI TE ABBIAMO PECCATO

Uno dei reati più gravi in assoluto: “l’ OMICIDIO” (la soppressione della vita creata da DIO ad opera di un essere umano) proibito, in assoluto, dal quinto Comandamento “NON UCCIDERE” trova, nella giurisprudenza, un grande numero di attenuanti.

Non ditemi, allora, che non esistono soluzioni alternative a questo tipo di problema.

E C C O L E:

-Date la possibilità ai Comuni, alle Province, alle Regioni di acquisire queste proprietà al loro patrimonio e di fittarle agli attuali proprietari.

-Nel caso le abitazioni siano in zone ad alto rischio (e quindi inevitalbimente da abbattere), rimandate gli abbattimenti di un anno e date la possibilità, in questo frangente, ai Comuni, alle Province, alle Regioni, di edificare una serie di abitazioni da fittare o cointestare a chi perderà la propria casa.

-Rimborsate chi ha perso, ingiustamente, la casa o fornitegliene un’ altra e ripagatelo del danno morale e dell’ oltraggio che ha subito, sperando che qualcuno non sia già morto di crepacuore.

-Ma, prima di fare tutto ciò, mettete a disposizione di queste persone danneggiate un gruppo di psicologi, perché nessuno di noi può immaginare cosa potrebbe aver creato, nella mente umana, una tale forma di sopruso, di violenza, di inumanità. Come la proprietaria della casa in questione, ho saputo infatti che il suo sistema fisico-morale-psicologico è molto cambiato, o meglio, ha subìto un danno irreversibile. Peggio del terremoto. Almeno lì hai la certezza che il tuo Stato non si dimenticherà di te. In questo caso: chissà

Il diritto alla casa, per uso personale di prima necessità, è un diritto imprescindibile. Un diritto che l’ ideologia non può rinnegare, anche perché fa parte della Legge Naturale Universale, che non possiamo combattere e che non possiamo dire di non conoscere , sarebbe ignoranza colpevole.

E’ impossibile rimanere inermi e in silenzio. Un grande della storia ce lo ricorda sempre con una Sua famosa frase che, anche se pronunciata in contesti diversi, trova facile collocazione in tante altre occasioni:

“…….alla fine ricorderemo, non le parole dei nostri nemici, ma i silenzi dei nostri amici……” (Martin Luther King)

Un cordiale saluto.

Raffaele Tedesco

Articolo a cura di Gennaro Savio

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