Cronaca / Nera

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I magistrati scelti per vigilare sulle infiltrazioni mafiose

Abruzzo, arriva il pool di Piero Grasso per la ricostruzione


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Abruzzo, arriva il pool di Piero Grasso per la ricostruzione
20/04/2009, 22:04

A due settimane dal terremoto, è tempo di ricostruzione. Ma il problema principale è impedire che i ‘soliti noti’ mettano le mani sui ghiotti appalti che si prospettano. Si parla, chiaramente, della criminalità organizzata, sempre pronta ad arraffare grosse fette di torta. Il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, ha organizzato un pool di magistrati per vigilare sulla ricostruzione. “I quattro magistrati del mio ufficio, - ha dichiarato Grasso, - sono disponibili per analisi preventive e accertamenti che potranno essere utilizzati dal magistrato dell’Aquila e dallo stesso prefetto per evitare che i soldi della ricostruzione vadano a persone diverse rispetto a quelle cui spettano”.

Il Papa in Abruzzo. Il 28 aprile Santo Padre visiterà per primo Onna, il paese interamente raso al suolo dal terremoto. Il programma, reso noto oggi, prevede il saluto del Pontefice alle 9.30 e una preghiera nella tendopoli. Subito dopo Ratzinger si sposterà all’Aquila, presso la basilica di Collemaggio, dove è custodita l’urna di Celestino V. Quindi, una preghiera davanti ai resti della Casa dello Studente.

Le indagini proseguono. Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, davanti ai magistrati ha escluso che l’allarme sia stato sottovalutato. “L’allerta c’era, - ha dichiarato, - il terremoto era monitorato, ma prevedere la scossa è scientificamente impossibile”. Per quanto concerne lo stato di emergenza, Cialente ha spiegato di averlo chiesto “allo scopo, tra l’altro, di poter accedere a fondi per intervenire su immobili già lesionati dalle scosse precedenti”.

Gli sfollati sono al sicuro. Le rassicurazioni arrivano dagli assessorati regionali al Turismo e alla Protezione civile, che hanno garantito che nessuno verrà allontanato dagli alberghi sulla costa prima che vengano riparati i danni del sisma. Gli ospiti, hanno spiegato, potrebbero essere trasferiti in altre strutture per liberare quelle che hanno esigenze di natura turistica, ma nessuno di loro tornerà in strada.

Le scuole hanno riaperto. Su 294 strutture presenti sul territorio abruzzese, oggi 204 hanno ripreso a funzionare. Altri 78 edifici sono rimasti invece chiusi per i danni causati dal terremoto. In particolare, all’Aquila hanno riaperto 35 scuole, 30 sono rimaste chiuse e 5 sono state riaperte solo parzialmente. Malgrado gli edifici siano considerati sicuri, molti genitori non si fidano ed hanno preferito tenere a casa i bambini.

Il pool antimafia di Grasso è composto da quattro magistrati altamente competenti, che da anni conoscono le strategie della criminalità organizzata e sono in grado di intervenire efficacemente per contrastare eventuali tentativi di infiltrazione.

Alberto Cisterna, di Reggio Calabria, è stato negli anni ’90 uno degli elementi di punta del pool antimafia dell’ex procuratore aggiunto Salvatore Boemi. Cisterna ha collaborato a numerose inchieste sulla ‘ndrangheta di Gioia Tauro, oltre ad essere stato l’artefice delle prime inchieste sulla potente cosca degli Alvaro di Sinopoli, una delle famiglie di ‘ndrangheta di maggiore influenza.

Vincenzo Macrì, magistrato di grande esperienza nel distretto di Reggio Calabria, a metà degli anni ’90 ha firmato con i colleghi Boemi, Cisterna, Mollace, Verzera e Pennisi la maxi operazione Olimpia, la prima ricostruzione degli apparati della ‘ndrangheta reggina, che incastrò vertici e gregari delle cosche De Stefano, Serraino, Imerti, Condello, protagonisti di uno scontro che tra il 1985 ed il 1992 provocò oltre seicento morti. Macrì ha lavorato agli sviluppi dell’inchiesta sulla strage dell’agosto del 1970, quando una bomba esplose tra i binari nei pressi della stazione di Gioia Tauro, provocando il deragliamento della "Freccia del sud", causando la morte di sei passeggeri ed il ferimento di altri 54.

Olga Capasso, originaria di Roma, ha a lungo lavorato nella procura di Palermo diretta da Gian Carlo Caselli. Dopo le stragi di Falcone e Borsellino si fece trasferire nel capoluogo siciliano e si occupò dei processi ai corleonesi ottenendo condanne per secoli di carcere. Nel 2001 si è trasferita al ministero della Giustizia come ispettore. Pochi mesi dopo è passata alla procura di Roma, ad occuparsi di criminalità organizzata. Da due anni fa parte della procura nazionale antimafia, lavorando sul distretto de L’Aquila.

Gianfranco Donadio, ex procuratore a Salerno, si è occupato dal 1984 al 1992 di reati finanziari e di inchieste legate all’impiego dei fondi per la ricostruzione delle zone terremotate. Ha lavorato anche nel Gafi, l’organismo internazionale che si occupa dell’ attività di contrasto al riciclaggio. Magistrato dal 1980, dal 1988 è stato consulente della Commissione Antimafia fino al 2002, quando è passato alla Direzione Nazionale Antimafia. Qui ha coordinato l’ attività della Dna Caltanissetta e a Palermo.

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di Nico Falco
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