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Ok della Camera, contraria l'opposizione

Abruzzo, il dl sulla ricostruzione ora è legge


Abruzzo, il dl sulla ricostruzione ora è legge
23/06/2009, 20:06

Con 261 voti favorevoli, 226 contrari e 9 astensioni, il cosiddetto dl Abruzzo passa l’esame alla Camera e diventa legge. Durante le votazioni, il no è arrivato dall’opposizione: Pd, Idv ed Udc. Rispetto alla versione uscita dal Senato non è stata introdotta nessuna modifica a Montecitorio e non sono entrati nel testo, tra l’altro, i contributi per la ricostruzione delle case dei non residenti e il rimborso agli enti locali per i mancati introiti dovuti alla sospensione dei pagamenti dei tributi. Le aree destinatarie del decreto sono quelle del cosiddetto ‘cratere’, ovvero i 49 comuni in provincia di L’Aquila, Teramo e Pescara che, secondo i rilievi della Protezione Civile, sono stati colpiti da una scossa sismica pari o superiore al 6° grado della scala Mercalli.
Tra le principali misure di quella che ormai è la legge Abruzzo, ci sono: un contributo del 100%, a fondo perduto, per la ricostruzione della casa principale; la possibilità, per le famiglie con un mutuo e non morose, di trasferire l’onere allo Stato con un tetto massimo di 150mila euro; la realizzazione dei moduli abitativi, le ‘casette’ dove verranno sistemati i senzatetto, e un contributo fino a 10mila euro per la riparazione delle strutture lesionate in modo non grave.
Sono previsti, inoltre, indennizzi alle imprese per riparazioni e ricostruzioni dei beni mobili distrutti o danneggiati, oltre che per il ripristino delle scorte andate perdute e per il ristoro dei danni derivanti dalla perdita di beni mobili strumentali riconducibile all’emergenza.
Per la zona franca urbana da costituirsi nei territori della Provincia de L’Aquila e nei comuni colpiti dal sisma sono stati stanziati 45 milioni di euro. In alternativa, è previsto, verrà istituito un ‘regime fiscale di incentivazione’ per le imprese. Il provvedimento prevede, inoltre, che le nuove norme antisismiche per la costruzione degli edifici entreranno in vigore il 30 giugno 2009; con una passata di spugna è stata quindi cancellata la cosiddetta ‘milleproroghe’, che faceva slittare le disposizioni al 30 giugno del 2010.

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di Nico Falco
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