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ABU OMAR: LA MOGLIE, UN PERSEGUITATO E UNA GRANDE INGIUSTIZIA


ABU OMAR: LA MOGLIE, UN PERSEGUITATO E UNA GRANDE INGIUSTIZIA
14/05/2008, 21:05

"Mio marito è stato perseguitato solo perché voleva esercitare il diritto di professare il proprio culto: chi lo ha sequestrato ha compiuto una grande ingiustizia".

Così Nabila Ghali, la moglie di Abu Omar, in una intervista diffusa on line dal nuovo portale "youreporter.it" e trasmessa in esclusiva da Canale Italia.

L'intervista è stata raccolta oggi prima della deposizione, in tribunale a Milano, della donna moglie dell'ex-imam di Milano, rapito e trasferito in Egitto da agenti della Cia. Questo nel 2003, mentre a Milano la procura stava indagando proprio su di lui, in un'inchiesta sul terrorismo islamico.

Ora Niccolò Pollari, ex numero uno del Sismi, più altri funzionari e 26 agenti della Cia, sono gli imputati a vario titolo.

 

Un processo che si preannuncia - almeno sul piano del merito - come uno dei più complessi degli ultimi anni in Italia. Al cui interno ci sono termini come segreto di Stato, sicurezza nazionale, servizi segreti, terrorismo internazionale, intelligence americana e presunte interferenze.

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di Giulio d'Andrea
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