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Gli Usa: delusione, ma prematuro commentare sentenze

Abu Omar, 'salvi' Pollari e Mancini, condanne per 23 Cia


Abu Omar, 'salvi' Pollari e Mancini, condanne per 23 Cia
04/11/2009, 21:11

MILANO – Non luogo a procedere per effetto del segreto di Stato nei confronti dell'ex numero uno del Sismi, Niccolò Pollari, e dell'ex dirigente del Sismi Marco Mancini, condanna ad otto anni per sequestro di persona per Robert Seldon Lady, ex capo della stazione della Cia a Milano. Sono le disposizioni del giudice milanese Oscar Magi, al termine del processo per il sequestro dell'ex imam Abu Omar.
Oltre a Seldon Lady, sono stati condannati 22 dei 26 agenti della Cia imputati; tutti sono stati condannati a cinque anni di reclusione. Per Jeff Castelli, ex capo della stazione Cia di Roma, è stato disposto il non luogo a procedere per immunità diplomatica; prosciolti per immunità anche gli agenti Betney Medero e Ralph Russomando.
Il giudice ha disposto l'immediata perdita di efficacia della richiesta di misura cautelare per Castelli, Medero e Russomando. Restano in piedi, per il momento, gli altri ordini di arresto internazionali: malgrado ciò, sarà difficile vedere scattare le manette ai polsi di qualcuno anche perchè non è mai stata avviata dai vari governi che si sono succeduti la procedura per la richiesta di estradizione avanzata dalla procura.

Le sentenze emesse dal giudice sono nettamente inferiori a quelle richieste dalla procura. Per Pollari, graziato dal non luogo a procedere, erano stati chiesti 13 anni; 12 anni erano stati chiesti per Seldon Lady, che alla fine ne ha incassati 8; per gli altri agenti, condannati tutti a cinque anni, erano state chieste pene fra i 10 e i 13 anni.
Gli imputati erano in tutto 33. I due ex agenti del Sismi, Pio Pompa e Luciano Seno, hanno incassato una pena di tre anni di reclusione per favoreggiamento.
Molto più basso di quanto richiesto inizialmente anche il risarcimento disposto a favore di Abu Omar e di sua moglie: tutti i condannati dovranno infatti versare in solido una provvisionale immediata esecutiva di un milione di euro per lui e di 500mila euro per lei, a fronte di una richiesta iniziale di 15 milioni di euro.

Il procedimento nasce dal rapimento dell'egiziano Hassan Mustafa Osama Nasr, meglio noto in Italia come Abu Omar, all'epoca dei fatti imam dell'Istituto islamico di Milano. L'uomo, imputato a Milano per terrorismo internazionale in un altro procedimento, nel 2003 venne rapito ed inviato in Egitto nell'ambito di una cosiddetta operazione di “rendition”; il religioso ha raccontato di essere stato torturato durante la detenzione. 


Il Dipartimento di Stato Usa ha espresso delusione per la condanna. “Siamo delusi per il verdetto contro gli americani e gli italiani condannati a Milano per il loro presunto coinvolgimento nel caso del religioso egiziano Abu Omar", ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Ian Kelly.  Il portavoce ha aggiunto che è per il momento prematuro commentare le sentenze, in quanto il giudice non ha ancora diffuso le motivazioni. Nicola Masia, legale di Pollari, ha riferito invece che il suo assistito si ritiene “soddisfatto” dal proscioglimento.
Gli Usa, dal canto loro, hanno negato di aver torturato Abu Omar durante la detenzione ed hanno difeso lo strumento di “rendition”, considerato un mezzo utile per la lotta al terrorismo grazie al quale sono state ottenute importanti informazioni di intelligence.

L'11 marzo scorso la Corte Costituzionale aveva stabilito che la procura di Milano non poteva usare i documenti coperti da segreto di Stato. La decisione, arrivata per risolvere il conflitto di attribuzione tra governo e magistratura, aveva di fatto eliminato dal dibattimento alcuni degli atti che hanno consentito i rinvii a giudizio. Durante il processo i pubblici ministeri hanno sostenuto che i premier dell'attuale governo e del precedente, ovvero Silvio Berlusconi e Romano Prodi, abbiano usato il segreto di Stato per ostacolare la giustizia; all'accusa ha risposto uno degli avvocati del Cavaliere, parlando di un “intollerabile attacco”.

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di Nico Falco
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