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Abusivismo: nuovo blitz di Goletta Verde ad Alimuri


Abusivismo: nuovo blitz di Goletta Verde ad Alimuri
28/07/2010, 14:07


NAPOLI - "Abbattiamolo" è il grido che l'equipaggio di Goletta Verde di Legambiente ha lanciato dalle acque della Conca di Vico Equense antistanti l'Albergo di Alimuri. In navigazione tra Castellabate e Vico Equense, gli attivisti del Cigno Verde hanno fatto una sosta ad Alimuri, per accendere ancora una volta i riflettori sullo scheletrone di cemento che deturpa da oltre quaranta anni la Conca di Vico Equense e sul rischio che l'ecomostro sia 'sostituito' da un nuovo e legale orrore di cemento. Così dalla fiancata di Goletta Verde hanno srotolato uno striscione giallo con su scritto a chiare lettere nere "Abbattiamolo!". "Demolire è la parola d'ordine per vincere la guerra contro il cemento abusivo che devasta le nostre coste. Ma non è accettabile che in cambio di un abbattimento si sottoscriva un accordo che premia i proprietari dell'abuso stesso - ha commentato Michele Buonomo -  E invece, purtroppo, è proprio questo il caso di fronte al quale ci troviamo qui ad Alimuri. Secondo l'accordo paventato tra anni fa, infatti, i proprietari dello scheletrone verrebbero ricompensati con la licenza di realizzazione una struttura alberghiera nuova di zecca nella stessa zona. Ma questa compensazione rappresenta un pessimo precedente, che nella regione regina degli abusi vista mare non ci possiamo permettere. Non consentiremo la realizzazione di nuove colate di cemento sulla costa. Se proprio si deve prendere in considerazione la perequazione, si punti a riqualificare una delle tante costruzioni già esistenti e ad evitare altre concessioni sulla nostra costa. Chiediamo, inoltre, che si proceda anche agli abbattimenti degli altri ecomostri campani". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Gianluca della Campa, portavoce di Goletta Verde e Responsabile iniziative associative Legambiente: "L'Albergo di Alimuri è un caso così eclatante di abusivismo edilizio vista mare, da essere inserito nella top five nazionale degli ecomostri da abbattere con urgenza secondo il rapporto Mare Monstrum 2010 di Legambiente. Oltre a rappresentare uno scempio che offende la costa da oltre quattro decadi, infatti, lo scheletrone è un pericolo pubblico. Abbandonato sulla costa proprio in prossimità del mare, è pericolante e perde pezzi, ciononostante continua ad essere frequentato da ragazzi e bagnanti, che si arrampicano sul suo scheletro e usano la scogliera ai suoi piedi per prendere il sole e tuffarsi. Infine, per tornare alla compensazione, mi sembra che lo spostamento, anziché la cancellazione di 18 mila metri cubi di cemento, sia un'occasione persa per liberare dall'edificazione selvaggia una costa già sovraccarica di costruzioni, molte delle quali illegali. Ci opponiamo fermamente a questa decisione che condanna il territorio a rinunciare alla qualità".

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di Redazione
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