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Una risposta alle cose non vere raccontate in Tv

Abuso di intercettazioni o della credulità popolare?


Abuso di intercettazioni o della credulità popolare?
19/09/2011, 17:09

Ancora in questi giorni si continua a parlare delle intercettazioni e dei cosiddetti abusi. Si sentono in televisione raccontare le cose più incredibili: che i magistrati mettono sotto controllo il telefono di Tizio per anni per vedere se esce qualcosa, che controllano i telefoni di Berlusconi, che i cittadini sono intercettati e così via. IL tutto senza che ci sia uno straccio di giornalista che stesso in TV faccia notare che vengono dette delle stronzate.
Vediamo di chiarire alcuni punti. Innanzitutto, il telefono di Berlusconi non è mai stato messo sotto controllo. E questo è facilmente dimostrabile: ciascuna intercettazione agli atti ha ora e data della telefonata, numero del telefono che chiama e numero del telefono che riceve, durata, numero sequenziale (cioè il numero di chiamate su quel file audio - 1, 2, 3, 4, ecc. - che viene assegnato automaticamente), e così via. Se anche una sola telefonata fosse fatta sul numero di telefono di Berlusconi, l'avvocato la farebbe annullare subito come prova.
Poi si dice che si fanno troppe intercettazioni. A Bari si è scritto che sono state fatte 100 mila intercettazioni, per il caso Tarantini. In realtà 100 mila intercettazioni non si fanno in un anno in tutta Italia. A Bari sono state depositate 100 mila telefonate intercettate; un numero che può sembrare alto, ma non lo è. Parliamo di una ventina di persone, alcune delle quali intercettate per oltre un anno. Quindi se ne fanno di telefonate. Soprattutto quando ci sono personaggi che sono abituati a telefonare a destra e a manca, come Tarantini e Lavitola.
E qui veniamo ad una delle cretinate principali: l'idea che il magistrato possa intercettare una persona per mesi e mesi alla ricerca di una parola compromettente. Secondo la legge italiana, per poter intercettare qualcuno ci vogliono precisi paletti: si deve indagare su un reato di una certa gravità (in questo caso favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, reato che permette questo mezzo di indagine) la cui esistenza è stata accertata o è molto probabile; e deve essere l'ultima ratio per il Pm. In pratica, si deve trovare nella situazione che o intercetta il sospettato oppure chiude il fascicolo e lo archivia. Solo a queste condizioni il Gip firma il mandato, che vale per un solo numero di telefono e per un massimo di 15 giorni. Dopo tale termine, il Pm deve tornare per farsi autorizzare un altro mandato di intercettazione. Il Gip glielo firma sempre? No. Gli può firmare il primo, magari il secondo; se è in vena di generosità il terzo (quindi si coprono 45 giorni). Ma poi o il Pm porta qualche risultato dell'attività intercettativa oppure il Gip gli manda tutto indietro. Per questo, le intercettazioni vengono ascoltate praticamente in presa diretta nei centri d'ascolto che stanno praticamente in ogni Tribunale. Ma c'è anche un altro motivo: per permettere alla Polizia di intervenire. Supponiamo che si sta intercettando un corriere della droga: se si ascolta, quando dice che deve andare a fare una consegna, si può disporre un pedinamento, in modo da verificare a chi la cede, come la trasporta, ecc. Quando si legge che è stata trovata droga nascosta dentro la portiera di una macchina o cose del genere, non di rado ci sono le intercettazioni telefoniche dietro questa azione.
Ma torniamo al caso Berlusconi. SI dice anche che si intercettano quelli che stanno intorno al premier per beccare Berlusconi. Anche questo è falso. Per esempio nel caso Tarantini, è normale intercettare il sospetto pappone (Tarantini) e le prostitute (le ragazze che venivano portate ad Arcore o a Villa Certosa), Perchè non basta che il Pm dimostri che Tarantini ha portato delle ragazze nelle residenze di Berlusconi. Bisogna anche dimostrare che ci sono stati rapporti sessuali (per legge, anche uno spogliarello o una lap dance configurano un rapporto sessuale) e che il "fornitore" ne abbia tratto vantaggio. Per lo stesso motivo, nella vicenda Ruby, sono stati intercettati Mora, Fede (i sospetti papponi), Nicole Minetti (nel doppio ruolo di possibile prostituta e di sospetta pappona) e le Olgettine (sospette prostitute). E' colpa dei giudici se Berlusconi chiama persone che non dovrebbe chiamare?
Infine, il discorso della quantità: "si fanno troppe intercettazioni". Innanzitutto, sulla base di cosa si dice che sono troppe? Se io ho intercettazioni di 10 telefonate fatte in Finlandia, dove la criminalità è bassissima, forse sono troppe. Se ne ho un milione fatte tra mafiosi, forse sono poche. Come si fa a stabilire un numero preciso? Tuttavia è vero che negli ultimi anni i Pm stanno cominciando a preferire sempre più affidarsi alle intercettazioni. E questo per diversi motivi. Una volta, la gente si incontrava di persona, chiacchierava, magari prendendo appunti; e quindi servivano testimoni e perquisizioni. Oggi non è più così. Tutti hanno un cellulare, molti ne hanno 3 o 4. Per cui è più semplice telefonare e magari memorizzare i punti salienti in un SMS o in una e-mail. Ecco l'importanza dell'intercettazione, superiore al passato.
Ma c'è anche un altro motivo. Negli ultimi 17 anni almeno 8 volte i politici hanno cambiato le regole per l'acquisizione delle prove in Tribunale. Ogni volta che l'hanno fatto migliaia di processi sono finiti al macero e Pm e Giudici si sono trovati sommersi da montagne di fascicoli che bisognava proseguire perchè bisognava, ma in cui ai Pm erano state distrutte tutte le prove, raccolte col vecchio sistema. Per questo laddove è possibile ci si butta sulle intercettazioni: se non vengono eliminate, è difficile cambiarne in maniera seria la procedura di acquisizione. E infatti il governo cerca di eliminarle, con la sua legge, sic et simpliciter.
Infine un altro dettaglio: la pubblicazione delle intercettazioni sui giornali. Da dove vengono? Bisogna fare una distinzione. Quando vengono pubblicate integralmente, esse sono state depositate, quindi sono di pubblico dominio. Nel senso che in quel momento copia di quelle intercettazioni sono a disposizione della Procura, del Tribunale, degli imputati e dei loro difensori. Quindi è difficile dire chi li abbia dati ai giornali, perchè anche un usciere scaltro o una persona della cancelleria del Tribunale, incentivata da una mancia, può prendere copia delle trascrizioni delle intercettazioni e darle ai giornali. O anche gli avvocati, magari per dire poi che le intercettazioni vanno cancellate perchè se ne fa un uso mediatico.
Quando invece vengono riportati durante le indagini, di solito sono i brogliacci, cioè il riassunto della telefonata che fa il poliziotto o il carabiniere durante l'ascolto che fa in diretta. E da dove escono questi brogliacci? Non dalla Procura, ma dall'ufficio del Gip. Infatti, come ho detto prima, il Pm deve chiedere il rinnovo ogni 15 giorni per le intercettazioni. Per giustificare tale rinnovo, deve portare qualche prova o almeno qualche indizio che dimostri l'utilità del continuare ad intercettare le persone sospettate. E quindi si portano i brogliacci. Ed ecco che vengono duplicati e copiati e quindi è possibile, per chi sa dove mettere le mani, fare copia di questi documenti. E' possibile evitare questa fase? Assolutamente no. Infatti, se - come dice qualcuno - i Pm eliminassero le telefonate "che non sono attineti al reato", non solo commetterebbe un reato, ma darebbe spazio alla difesa dell'imputato di accusare il Pm di aver eliminato telefonate che scagionavano i propri clienti. Infatti, nel fascicolo del Pm (che è esaminabile dalla difesa, dopo il deposito degli atti) non devono esserci solo le intercettazioni utili, ma tutte le intercettazioni tout court. Perchè la difesa può chiedere (e solitamente lo fa) la trascrizione di tutte le telefonate sostenendo che in quelle che il Pm scarta ci possono essere dati a favore del proprio assistito. Vogliamo quindi negare questo diritto all'imputato?
Però in TV nulla di questo si dice. SI approfitta dell'ignoranza di queste questioni tecniche tra il pubblico e del fatto che nessun giornalista spiega come stanno le cose e si raccontano falsità di ogni tipo.

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di Antonio Rispoli
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