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Bassolino rilancia: un altro a Napoli est

Acerra: Berlusconi accende il primo inceneritore della Campania


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Acerra: Berlusconi accende il primo inceneritore della Campania
26/03/2009, 13:03

La Campania ha finalmente acceso il suo primo inceneritore. Nella regione dell’emergenza rifiuti è accorso i Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, con il suo intervento deciso, ha permesso alla Campania di uscire da una situazione di degrado facendo della pulizia di Napoli e della sua regione di appartenenza il cavallo di battaglia dell’ultimo corso politico. Grande acclamazione per il primo ministro italiano che è stato accolto calorosamente dai Napoletani: in maggioranza da sempre fedeli alla sua persona. Sicuramente, l’accensione del termovalorizzatore di Acerra rappresenterà uno stimolo in più per gli elettori alle prossime provinciali, dove Luigi Cesaro, candidato del PDL alla presidenza, potrà contare su questo evento per concentrare più voti nella sua urna.
 
Il fallimento di Bassolino - Con l’inizio della messa in moto dell’inceneritore è anche incominciato lo “scuorno” dell’attuale giunta della Regione Campania presieduta da Antonio Bassolino, che, da ottimo personaggio politico qual è, ha subito rilanciato alla mossa del Premier annunciando la costruzione di un inceneritore nella Zona di Napoli Est. La vergogna della giunta sta nell’essere stata incapace di costruire in 6 anni la struttura per il trattamento dei rifiuti, facendone lievitare i costi di costruzione a 1,5 miliardi di euro: una cifra maggiore di tre volte rispetto a quella di un termovalorizzatore di nuova generazione più performante e meno inquinante di quello ultimato in questi giorni ad Acerra.
 
La società A2A - Ovviamente, a prendersi cura del nuovo termovalorizzatore sarà la solita A2A che è andata a sostituire la Fibe sul suolo acerrano a distanza di anni di cantiere mai ultimato.  A2A è la società italiana più importante nel settore del trattamento dei rifiuti con le sue 3 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno trattati. Oltre al trattamento dei rifiuti, la società lombarda nata dalla fusione delle due società storiche Aem Milano e Asm Brescia produce energia elettrica grazie alla combustione di 1,7 milioni tonnellate di rifiuti solidi urbani. Per la situazione campana A2A ha costituito una nuova società denominata Campania Ambiente che gestirà l’impianto di pretrattamento sito in Caivano e quello di combustione di Acerra.
 
Una nuova Colleferro - Il termovalorizzatore, però, non rappresenta solo rose e fiori. Innanzitutto, bisogna capire quali rifiuti verranno bruciati all’interno della struttura. Molti rifiuti concentrati nelle ecoballe sono di natura tossica ed inutilizzabili, ma questo non sembra essere un problema per le istituzioni i cui loro tecnici hanno proposto spesso di bruciare indistintamente tutte le ecoballe stoccate nelle campagne di Giugliano. Il rischio che si possa verificare un'altra Colleferro  è altissimo. Non a caso i rifiuti tossici dell’inceneritore laziale provenivano dalla Campania e questa volta gli smaltitori illegali, se non controllati, saranno avvantaggiati dal breve percorso che i loro rifiuti ‘inadeguati’ dovranno percorrere per giungere nelle camere di combustione.
 
Le proteste - Contemporaneamente all’evento di inaugurazione si è svolta una manifestazione di protesta organizzata da tutti i comitati formatisi in questi anni per contrastare la costruzione del termovalorizzatore. Le motivazioni di queste proteste sono da ricondurre all’impatto ambientale che dovrebbe incrementare i casi di mortalità tumorali tra gli abitanti delle zone limitrofe all’area dell’inceneritore. Purtroppo le ragioni dei manifestanti sono da prendere in considerazione visto il pericolo che gli inceneritori possono recare in minima parte alle popolazioni, ma c’è anche da fare una riflessione su quello che è accaduto prima e che forse continuerà ad accadere in piccolo: milioni di tonnellate di rifiuti seppelliti sotto terra hanno inquinato la fonte dei nostri frutti e della nostra tavola portando miseria, morte e distruzione ambientale di un territorio che, con l’inceneritore in funzione, vedrà il proprio ambiente tutelato dall’immissione minima nell’aria di particelle tossiche e godrà di energia a basso costo. Gli abitanti dei comuni che dovranno sopportare questa struttura, nella quale verranno assunte 200 nuove unità specializzate, usufruiranno di agevolazioni fiscali con l’abbattimento dei costi della Tarsu ed un prezzo ridotto dell’energia elettrica. In un momento di crisi come questo, Acerra rappresenta l’inizio di una scelta politica che, come mai forse è accaduto in Campania, favorirà lo sviluppo di nuovi posti di lavoro e risolverà nel tempo quell’emergenza rifiuti che ha ucciso migliaia di cittadini ed ha affossato l’immagine di Napoli e della Campania.

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di Livio Varriale
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