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Nuovi spunti d'inchiesta aperti dai pm di Perugia

Achille Toro: aperta indagine per corruzione e favoreggiamento personale


Achille Toro: aperta indagine per corruzione e favoreggiamento personale
18/02/2010, 20:02

PERUGIA - Da Firenze a Perugia la magistratura continua a scavare nel fango che circondava i redditizi affari per gli appalti dei G8 della maddalena. Achille Toro, oramai ex procuratore aggiunto di Roma, già indagato per rivelazione di segreto d'ufficio, risulta odesso sotto inchiesta anche per i reati di corruzione e favoreggiamento personale. A chiedere l'aggiunta di questi altri due capi d'accusi sono il pm perugino Federico Centrone e i sostituti Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi. Per i tre giudici, Toro ed il figlio Camillo, avrebbero infatti agito da vere e proprie fonti informative all'interno degli uffici giudiziari per aiutare determinati personaggi a "capire se vi erano indagini in corso nei loro confronti".   "I  soggetti in grado di ottenere informazioni sulle indagini - si legge nell’ordinanza del Gip - sono risultati essere Emmanuel Messina e Edgardo Azzopardi".
In particolare sarebbe proprio l'avvocato Azzopardi, risulta essere quello ad aver goduto in maniera più continuativa dei "suggerimenti" dei Toro.
I giudici di Perugia hanno poi anche chiesto di spostare nel capoluogo umbro la competenza dell'inchiesta collegata alle accuse di curruzione e favoreggiamento appena citate. A questo punto, per l'ex procuratore aggiunto, la trafila giudiziaria si fa decisamente molto tortuosa. Le carte presentante dai Pm paiono difatti delineare un percorso chiaro che, se confermato, garantirebbe pene decisamente severe; oltre ad una colata di disonore su Toro. Il meccanimo emerso dalle deduzioni dei magistrati pare dunque abbastanza plausibile; con due "talpe" all'interno delle istituzioni giudiziarie in grado di riferire agli imprenditori con le mani maggiormente in pasta, ogni eventuale mossa dei giudici. Da qui, date le modalità d'azione, l'ipotesi di corruzione pare dunque quasi una certezza.

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di Germano Milite
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