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Chiede l'apertura ai privati per rimodernare il settore

Acqua: nasce il comitato per il No" ai referendum

in Italia si spenderanno 100 miliardi di euro

Acqua: nasce il comitato per il No' ai referendum
12/05/2011, 19:05

ROMA – Rimodernare la gestione idrica, anche se questo potrebbe comportare l’ingresso dei privati nel settore. Questo l’obiettivo principale con cui è nato il “Comitato per il NO sui servizi pubblici locali e tariffa sull’acqua”, presentato oggi alla Camera di Commercio di Roma.
L’acqua è un bene pubblico a cui non si può rinunciare ed è per questo che il comitato inneggia ad un processo di industrializzazione che passerebbe per il libero mercato: "Noi cittadini” – spiega il presidente del comitato Walter Mazzitti – “non abbiamo una sufficiente conoscenza sulle tematiche dell'acqua e dunque non siamo in grado, come dovremmo, di partecipare al processo, di divenire parte attiva delle scelte, di dare una risposta convinta, così come a breve saremo chiamati a fare sul Referendum. Eppure il nostro voto o non voto sarà assai importante, atteso che esso è destinato a suffragare la validità di una legge di apertura al mercato dei servizi pubblici locali, o annullarne gli effetti attraverso la sua abrogazione. In quest'ultimo caso le conseguenze in negativo sarebbero incalcolabili”.
Pertanto, occorre fare chiarezza. In Italia occorrerebbero circa 100 miliardi di euro per la modernizzazione di acqua, rifiuti e trasporti. Soldi che, naturalmente, lo Stato non ha. Per questo, bloccare il processo porterebbe solo ad aumentare le tasse dei cittadini, ma non un reale miglioramento dei servizi. “Con la vittoria dei 'SI' la gestione sarà affidata nuovamente nelle mani delle caste della politica municipale” – aggiunge Mazzitti –“Si gioca, dunque, una partita decisiva per il futuro dell’Italia. Il Comitato si oppone alle forze conservatrici del Paese, sostiene la libera concorrenza in un mercato regolato e la nascita tra i cittadini di una seria cultura dell'acqua”.

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di Ornella d'Anna
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