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I medici non hanno dubbi: botte fino alla morte

“Ad uccidere Stefano Cucchi fu un pestaggio brutale”

Una perizia shock tra il dolore dei familiari

“Ad uccidere Stefano Cucchi fu un pestaggio brutale”
28/01/2012, 13:01

ROMA - Per i periti non ci sono dubbi: a causare la morte di Stefano Cucchi fu un pestaggio brutale. Nessuna caduta dalle scale dunque, perché Cucchi è stato picchiato in malo modo e proprio ciò avrebbe provocato un trauma lombo-sacrale: le sue condizioni sarebbe poi precipitate a causa della mancanza di cure. A seguire, l’edema polmonare (che non si sarebbe verificato qualora il ragazzo fosse stato adeguatamente curato), fino ad arrivare al decesso il 22 ottobre 2009, a distanza di una settimana dal giorno in cui Stefano Cucchi fu fermato per droga, il 15 ottobre 2009. Alla base della sua morte, per i consulenti di parte civile, vi sarebbe un pestaggio brutale che avrebbe provocato diversi traumi, per di più non medicati.
Questo è quanto hanno sostenuto i professori Vittorio Fineschi, Giuseppe Guglielmi, Cristoforo Pomara, Luigi Vendemmiale e Gaetano Serviddio, al processo per la vicenda di Cucchi. Per loro il nodo dell’intero processo sarebbe “il trauma”, che senza le botte non si sarebbe verificato e di conseguenza, qualora fosse stato curato, Stefano Cucchi non sarebbe morto. Per il processo sono accusate, a vario titolo e a seconda delle posizioni, dodici persone: sei medici, tre infermieri e tre agenti penitenziari.
In udienza, a dare sostegno alla famiglia Cucchi, c’erano anche Patrizia Aldrovandi e Lucia Uva, madre e sorella di Federico e Pino, altri due ragazzi morti mentre erano nelle mani dello Stato. “Finalmente alla Corte è arrivata la verità – ha commentato Ilaria, la sorella di Stefano, al termine dell’udienza – in maniera scientifica e molto comprensibile. Mi auguro che questo pesi sul giudizio finale”.

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di Antonio Formisano
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