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Addetta alla toilette in area di servizio licenziata perchè accettava mance

La prassi era vietata dalla società per cui lavorava

Addetta alla toilette in area di servizio licenziata perchè accettava mance
11/01/2012, 15:01

MILANO - Una donna 63enne, addetta alla pulizia dei bagni nell'area di servizio, lungo la A22, Paganella est, è stata licenziata perchè accettava mancie. Come racconta il Corriere del Trentino, la donna, 63 anni di Lavis, ha però presentato ricorso in tribunale. Il caso nasce perché nella lettera di assunzione, risalente al gennaio 2007, la società aveva posto una clausola che vietava di «esporre tavoli, sedie, banchi e qualsiasi altro supporto per la raccolta delle mance». Pena il licenziamento. Poi, nel 7 maggio 2008, era arrivato anche un ordine di servizio che specificava: «È assolutamente vietato chiedere denaro, pena un'ammenda che va da 500 a 5.000 euro». L'avvocato della donna, però, ha presentato ricorso al giudice del lavoro di Trento, sostenendo che le mance non sono mai state chieste, richiamando il fatto che darle è ormai diventata consuetudine e che, in quanto fonte di diritto, non può essere annullata dalle disposizioni contenute nell'assunzione. «La mancia — spiega il legale nel ricorso — è un atto di liberalità di terzi, sul quale il datore di lavoro non può incidere in alcun modo, se non, eventualmente, per pretendere una spartizione, ma non certo per impedire l'atto di liberalità in sé, ovvero la sua accettazione da parte del dipendente».

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di Maurizio Abbruzzese Saccardi
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