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Ateo e comunista, era famoso per gli scontri con la chiesa

Addio al premio Nobel Josè Saramago


Addio al premio Nobel Josè Saramago
18/06/2010, 18:06

TIAS – E’ morto all’età di 87 anni Josè Saramago. Lo scrittore portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, è deceduto poco dopo le 13 nella sua villa di Tiàs, a Lanzarote.
Saramago nacque nel 1922 ad Azinhaga, un villaggio a nord di Lisbona. La sua fu un’infanzia travagliata e segnata dalla povertà: la sua famiglia di braccianti agricoli si trasferì nella capitale dove suo padre ottenne un posto come agente di polizia. Per le difficoltà economiche e la morte improvvisa del fratello maggiore dovette lasciare gli studi e cercare lavoro prima come fabbro e poi come meccanico. Riuscì a pubblicare il primo racconto, "Terra del Peccato", nel 1947. Un insuccesso, che lo costrinsew per un certo periodo a svolgere altri lavori prima di diventare giornalista al “Diario de Lisboa”.
Il poeta riprese a scrivere con discreto successo negli anni Ottanta, pubblicando alcuni tra i suoi romanzi più famosi: “Una terra chiamata Alentejo" nel 1980 e "Memoriale del convento" nel 1982. Due anni dopo la consacrazione con "L'anno della morte di Ricardo Reis" e, più tardi, con la "Storia dell'assedio di Lisbona" che esce nel 1989.
Saramago è stato più di una volta accusato di essere ateo e comunista (scrisse anche “Il Vangelo secondo Gesù”, che in Portogallo non fu mai pubblicato e che lo costrinse ad una sorta di esilio alle Canarie). Una vita di polemiche, che lo hanno segnato fino all’ultimo: l’anno scorso scrisse “Caino”, che gli valse un aspro scontro con la chiesa cattolica portoghese e con la casa editrice italiana Einaudi, che si rifiutò di mandarlo in stampa.

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di Ornella d'Anna
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