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La coppia più longeva della TV si rincongiunge nella morte

Addio anche a Sandra Mondaini, ha raggiunto Raimondo


Addio anche a Sandra Mondaini, ha raggiunto Raimondo
21/09/2010, 14:09

MILANO - Ha resistito solo cinque mesi lontana da Raimondo Vianello, suo compagno per una vita, poi l'ha raggiunto. Così è morta oggi Sandra Mondaini, 79 anni, da 10 giorni ricoverata all'ospedale San Raffele di Milano. Dal giorno in cui il marito era morto non era mai stata bene, era stato un entrare ed uscire dall'ospedale, ma si vedeva che non c'era più la luce nei suoi occhi; neanche i suoi figli adottivi - Raymond e Gianmarco - hanno potuto fare nulla.
Sandra Mondaini nasce a Milano nel 1931. Aveva iniziato la carriera artistica nel 1955, nella compagnia di rivista di Erminio Macario. Non aveva certo il fisico della vamp, ma attirava tutti gli sguardi per la sua verve comica. Nel 1958 il suo incontro con Raimondo Vianello, che entra a lavorare nella stessa compagnia. e il matrimonio poi nel 1962. Un anno prima c'era stato il suo esordio in TV, in Canzonissima dove interpretava Arabella, la "bambina terribile", insieme all'altro "terribile" Filiberto, alias Paolo Poli. Poi nel 1963 fa il personaggio di Crudelia Delor - ispirato alla disneyana Crudelia Demon - ne Il Signore di mezza età; inoltre partecipa con Raimondo a Il Giocondo. Da quel momento è un crescendo di successi, sempre insieme al marito: I tappabuchi, Tante scuse, Di nuovo tante scuse, Noi no. I ruoli sono sempre gli stessi: lei una donna irrefrenabile, che sembra voler solo esasperare il marito, magari con richieste o con ragionamenti assurdi; lui che cerca di ricondurre tutto alla ragione, ma poi alla fine paga le conseguenze del comportamento di lei. Con battibecchi naturali e spontanei, spesso anche senza copione, tanto venivano bene lo stesso.
Nel 1978, con la partecipazione al programma Io e la Befana, abbinato alla Lotteria Italia, nasce un altro grande personaggio della Mondaini: il clown Sbirulino. Poi nel 1981 c'è l'ultimo programma fatto per la Rai, Stasera niente di nuovo. L'anno successivo il passaggio a Mediaset, con la partecipazione a qualche programma a quiz, come il Gioco dei 9. Nel frattempo inizia la loro collaborazione con l'Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro), di cui diventano i migliori testimonial. Poi nel 1988 nasce la "loro" sit-com: Casa Vianello (con le varianti tipo Cascina Vianello). Ambientazione unica, ma situazioni imprevedibili, con lei che cerca di trasformare la vita in qualcosa di avventuroso, lui che, secondo il copione, preferisce fare il pantofolaio, ma alla fine attira tutti i fulmini. E la scena finale: entrambi a letto, lui che legge il giornale, lei che protesta per l'inerzia e la passività di lui, poi si toglie gli occhiali, spegne la luce dalla sua parte, si infila sotto le coperte e comincia a scalciare, dicendo: "Che noia, che barba, che barba, che noia".
Poi nel 2007 il suo addio al mondo del cinema: era stata colpita da vasculite, che le impediva anche di camminare, tanto che di solito andava in giro in sedia a rotelle e ormai non si faceva vedere più alle occasioni mondane. Poi ad aprile la morte di Raimondo Vianello; ed in quel momento è iniziato per lei il conto alla rovescia.

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di Antonio Rispoli
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