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Il sindaco Lancini ha vinto, cacciata la gerente precedente

Adro: alla mensa scolastica mangia solo chi paga


Adro: alla mensa scolastica mangia solo chi paga
07/09/2010, 17:09

ADRO (BRESCIA) - Quanti ricordano quello che successe ad Adro, piccolo paesino del bresciano, la scorsa primavera? Per tappare un buco di 10 mila eurocirca, il Sindaco Oscar Lancini decise di togliere il servizio mensa ad una quarantina di bambini, rei di avere dei genitori che non potevano pagare la mensa. La vicenda fu anche trattata durante una puntata di Annozero, in cui si vide come il Sindaco aveva il supporto delle molte donne ricche di Adro, presenti in collegamento, che non accettavano l'idea che ci fossero persone che non potessero pagare la mensa. Tra coloro che invece contestavano la scelta del sindaco c'era Giuseppina Paganotti, presidente della Associazione Promotori Attività Parascolastiche e gerente del servizio mensa. Alla fine la soluzione fu offerta da un omonimo del sindaco, l'imprenditore Silvano Lancini che offrì di tasca sua i 10 mila euro necessari a garantire la mensa a tutti i bambini.
Per evitare questi problemi, il Sindaco di Andro ha deciso di usare un diverso sistema: prima di tutto ha estromesso la Paganotti, convocando di soppiatto una riunione dell'Associazione Promotori Attività Parascolastiche, a ciui hanno partecipato solo lui e le madri più aggressive e razziste. Dopo di che ha fatto nominare un nuovo consiglio direttivo che ha trasferito la gestioone della mensa dall'associazione al Comune. E così il Comune ha potuto legalmente fare un regolamento di mensa, basato sul principio che chi non paga fino all'ultimo centesimo condanna i propri figli a guardare i propri compagni che mangiano mentre loro sono a digiuno. Naturalmente il menù è fatto apposta per scoraggiare i bimbi islamici, con l'uso frequente di insaccati e di carne di maiale. Insomma, razzista fino in fondo, ma formalmente corretto. Da notare un dettaglio: questa estate i cittadini di Adro hanno raccolto 250 mila euro per una sagra locale. Evidentemente per loro è più importante divertirsi per un paio di giorni che non garantire il cibo per un anno ai bambini della comunità che vanno alle elementari. A cosa giungeranno avidità, razzismo ed odio etnico?

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di Antonio Rispoli
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