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Dopo tre anni, il problema ancora non è stato risolto

Adro (BS): le maestre si tassano per pagare la mensa ai bimbi


foto di archivio
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16/01/2013, 14:59

ADRO (BRESCIA) - Tre anni dopo il primo episodio, in cui il sindaco di Adro dispose che i figli di genitori morosi non dovessero mangiare a mensa con gli altri, si ritorna nel comune bresciano. Allora la questione venne sistemata dall'imprenditore Silvano Lancini, che regalò 8600 euro per sistemare la faccenda. Dopo di allora, era subentrata la Caritas ed alcuni altri anonimi benefattori, che hanno garantito la mensa a coloro che non potevano pagarsela fino a novembre 2012. 
Da allora si era ripresentato il problema, con il Comune che sosteneva di avere fatto la sua parte, inserendo le famiglie bisognose in una fascia che consentiva loro di pagare meno di un euro al giorno. Ma in famiglie dove entrambi i genitori sono disoccupati - ed ormai anche nelle zone ricche ce ne sono, soprattutto tra gli stranieri - anche 30 euro al mese per ciascun figlio comincia ad essere una spesa che conta. E così alle scuole materne ed elementari ci sono 15 bambini (13 figli di stranieri e 2 figli di italiani) che rischiavano di non poter mangiare. Per risolvere la situazione, sono intervenuti gli insegnanti: tutte le maestre, oltre ad direttore scolastico, si sono tassati di 30 euro al mese per poter avere i soldi per pagare la mensa ai bambini.
Resta solo una domanda: 15 bambini che non pagano 20 euro al mese significa un buco di 300 euro. Possibile che i bilanci del Comune siano così disastrati da non poter rinunciare a 300 euro al mese? Oppure rispunta il solito vizio di chi i soldi li ha, cioè l'egoismo e l'avarizia? 

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di Antonio Rispoli
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