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Lo conferma il deputato del Pd Enrico Farinone

Adro, i costi per la rimozione dei simboli sono a carico del Comune


Adro, i costi per la rimozione dei simboli sono a carico del Comune
12/10/2010, 21:10

ADRO (BRESCIA) - La vicenda dei settecento soli delle alpi "tatuati" all'interno di una scuola pubblica, nei giorni scorsi, aveva scetanato un vero e proprio caso-scandalo nazionale; con il Senatùr in persona costretto a bacchettare affettuosamente l'eccesso di zelo del primo cittadino di Adro, paese della provincia Bresciana che aveva deciso di sistemare un esercito ossessivo di simboli verdani tra i banchi della scuola "Gianfranco Miglio".
Tanto trambusto e tante polemiche a riempire la pagine dei giornali, con il sindaco deciso a mantenere quei simboli descritti come "apolitici" ma in verità fin troppo platealmente ricollegabili al partito del Carroccio. La querelle si è comunque trascinata tra la semi-indifferenza della popolazione locale e le accese proteste di qualche leghista duro e puro. Alla fine, però, il Consiglio di Istituto del polo scolastico di Adro ha deciso per la rimozione dei settecento soli delle alpi. Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato lombardo del Pd Enrico Farinone:"
Sara' bene chiarire al sindaco di Adro che il costo della rimozione dei simboli dalla scuola deve essere a suo esclusivo carico e non della collettivita', avendo egli fatto una cosa che non poteva. Il ministro dell'Interno intervenga in via definitiva".
"Qui - 
prosegue Farinone - la solidarieta' di partito non puo' in nessun modo giustificare una iniziativa che e' contro la legge, contro lo stato italiano".
In ultimo, il deputato democratico, ha voluto sottolineare con forza l'aspetto contraddittorio e quasi delirante degli intenti manifestati dal sindaco Oscar Lancini:"Ora che finalmente e con inspiegabile ritardo si sta provvedendo a rimuoverli, questo strano sindaco gia' dichiara che provvedera' a riposizionarli. Maroni si faccia sentire".
A farsi sentire sulla delicata e paradossale questione intervenendo a difesa del primo cittadino bresciano, però, è arrivato Roberto Castelli. Per il viceministro alle infrastrutture, infatti, "da un punto di vista formale non c'e' il minimo dubbio perche' la scuola e' comunale e quindi il dirigente scolastico non ha la minima possibilita', dal punto di vista del diritto, di intervenire su cose non sue". Per tale motivo, ha proseguito sicuro Castelli "su questo non c'e' il minimo dubbio che abbia ragione il sindaco. Al di la' della scelta che ha fatto il sindaco, che puo' essere opinabile e discutibile, non ci sono dubbi invece sul fatto che il dirigente scolastico non possa toccare la roba degli altri".
Insomma: il primo cittadino di Adro ha "formalmente ragione", dovrà togliere tutti i simboli leghisti a spese del Comune (e quindi anche dei cittadini che non votano Lega Nord) salvo poi poterli ricollocare qualche tempo dopo dato che "la scuola è roba sua". Ulteriori commenti a questo punto sarebbero superflui; o no?

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di Germano Milite
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