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Per il governatore afghano l’organizzazione è dei talebani

Afghanistan: 4 morti e 32 feriti. Continuano le proteste

Corano bruciato: Jones annunciò il rogo già l’estate scorsa

Afghanistan: 4 morti e 32 feriti. Continuano le proteste
02/04/2011, 11:04

KANDAHAR – Dietro le proteste nella città meridionale di Kandahar si nasconde la mano dei talebani: è questa la denuncia lanciata dal governatore della provincia afghana. Intanto è di almeno 4 morti e 32 feriti il bilancio delle vittime della manifestazione, per protestare contro il gesto di un pastore protestante statunitense, che aveva dato alle fiamme una copia del Corano. E il numero delle vittime è comunque destinato a salire qualora gli scontri non dovessero terminare. La autorità afgane hanno dispiegato sul posto centinaia di poliziotti, per impedire ai manifestanti, che scandiscono slogan come “morte all’America” e “morte a Karzai”, di dirigersi verso la sede dell’amministrazione della provincia di Kandahar: altri agenti hanno sparato in aria per disperdere centinaia di persone, che cercavano di unirsi al corteo principale. Attualmente il corteo si è diviso in numerosi gruppi che si sono sparpagliati per tutta la città: una delle roccaforti della ribellione talebana, dove risuonano numerosi colpi di arma da fuoco. Inoltre, un nuovo gruppo di manifestanti proveniente dai sobborghi meridionali si starebbe tuttavia dirigendo verso il centro.
Intanto è polemica su Terry Jones. Il pastore protestante della Florida, che il 20 marzo scorso ha dato alle fiamme una copia del Corano, innescando delle violente reazioni in Pakistan e Afghanistan, aveva già annunciato il suo piano l’estate scorsa per poi fare marcia indietro dopo una pioggia di critiche. Come riporta il quotidiano statunitense ‘The Washington Post’ Jones avrebbe in un primo momento voluto organizzare il rogo l’11 settembre scorso, nono anniversario degli attentati terroristici contro le Torri Gemelle: l’iniziativa venne condannata dal Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, e da molti esponenti conservatori, compresi dei leader religiosi non certo inclini alla simpatia verso l’Islam. Nel gennaio scorso Jones annunciò di nuovo di voler mettere “il Corano sotto processo per crimini contro l’umanità”, procedendo poi al rogo due mesi dopo, di fronte a una trentina di seguaci e dopo aver indossato una toga da magistrato. Solo dopo la strage avvenuta ieri a Mazar-i-Sharif, dove un gruppo di manifestanti ha preso d’assalto gli uffici locali dell’Onu, l’Associazione Nazionale Evangelica ha diffuso un comunicato nel quale si sottolinea come “una chiesa della Florida non rappresenta la grande maggioranza dei cristiani, che desiderano vivere in pace con i suoi vicini”. Jones da parte sua ha definito gli omicidi di ieri “un atto tragico e criminale”, chiedendo a Stati Uniti ed Onu di assumere “iniziative immediate”: “I Paesi dominati dall’Islam non possono continuare a dar sfogo al loro odio per i cristiani e le minoranze”.

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di Antonio Formisano
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