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Obama:"La nostra stretegia rimarrà invariata"

Afghanistan, i talebani sicuri:"Con Petraeus non cambia nulla"


Afghanistan, i talebani sicuri:'Con Petraeus non cambia nulla'
24/06/2010, 19:06

KABUL - Per la Nato, il mese di giugno, è sicuramente tra i più travagliati dall'inizio della guerra in Afghanistan. A parte le dichiarazioni scettiche e stizzose di un esasperato Stanley McChrystal che hanno portato ad un frettoloso quanto imbarazzate cambio ai vertici, infatti, il mese in corso è quello che in assoluto ha fatto registrare più morti tra le forze internazionali: in tutto hanno perso la vita 79 militari.
Ma, come ricorda il sito indipendente icasualties.org, è tutto il 2010 ad essere candidato come l'anno nero della Nato: con un numero di morti che raggiunge le 299 unità in soli 6 mesi ( nel 2009 i mesi più sanguinosi erano stati luglio (76), agosto (77), settembre (70) ed ottobre (74) ).
Dopo il cambio di gestione e le operazioni militari affidate a David Petraeus, inoltre, i talebani hanno fatto sapere che nulla muterà nella loro strategia di difesa e contro-attacco. Come ha infatti dichiarato Yousuf Ahmadi contattando l'Abf da un luogo sconosciuto:"Non ci interessa sapere chi comanda, McChrystal o Petraeus. La nostra posizione è chiara. Combatteremo gli invasori fino al giorno della loro partenza". 
In seguito Ahmadi si è lasciato andare ad  alcune considerazioni poco edificanti su Hamid Karzai:"Karzai è vergognoso. Questo presidente marionetta ha chiesto, senza avere vergogna, al presidente Obama di mantenere McChrystal al suo posto".
Dal canto loro, anche gli Americani, confermano attraverso un deciso discorso di Barack Obama che la strategia non cambierà con Petraeus e che, anzi, ci sarà probabilmente un aumento di pressione nei confronti dei fondamentalisti islamici che resistono oramai da 9 anni alle forze internazionali. Il neo comandante, difatti, è lo stesso uomo che propose in Iraq la positiva strategia "surge" che consisteva, in pratica, nell'invio di ulteriori truppe di rinforzo che avrebbero garantito maggiore sicurezza nelle città, addestrato le forze dell'ordine irachene ed avviato una cooperazione più capillare con la popolazione locale.
I risultati della strategia, inizialmente osteggiata da Obama, furono decisamente positivi e contribuirono a far incrementare di molto la fama di buon generale di Petraeus. Per tale ragione la scelta cadde su quello che era da sempre considerato un allievo del generale eroe dell'Iraq e cioè McChrystal. La "surge", però, non produsse mai risultati apprezzabili in Afghanistan e, i 30.000 uomini arrivati di rinforzo dagli States, non riuscirono in nessuna occasione ad ottenere importanti successi visto che, spesso, furono guidati in battaglie sanguinose e caotiche dove al numero di morti e feriti non corrispondeva in alcun modo un indebolimento delle forze afghane di resistenza.

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di Germano Milite
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