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Morto il fratello di Karzai: talebani rivendicano l’omicidio

Afghanistan: muore un altro militare italiano

Si tratta di Roberto Marchini, 28 anni e di Viterbo

Afghanistan: muore un altro militare italiano
12/07/2011, 10:07

AFGHANISTAN - Un altro militare italiano ha perso la vita in Afghanistan. Si tratta del primo caporal maggiore Roberto Marchini, 28 anni e originario di Viterbo, morto perché travolto dall’esplosione di un rudimentale ordigno a Bakwa, nella parte meridionale del settore ovest a comando italiano. Lo scoppio ha investito il militare che era appena sceso dal mezzo: Roberto Marchini, geniere-paracadutista, aveva proprio il compito di bonificare dai micidiali ordigni esplosivi improvvisati, le strade percorse dai convogli, ed ha perso la vita mentre stava lavorando, cercando di bonificare la strada destinata al passaggio dei blindati italiani. L’episodio avviene a dieci giorni di distanza dalla morte del caporal maggiore scelto Gaetano Tuccillo, morto in seguito all’esplosione di un ordigno nei pressi del villaggio di Caghaz, a 16 chilometri ad ovest di Bakwa, a est del distretto di Farah. Marchini è la quarantesima vittima nel contingente italiano in Afghanistan dall’inizio della missione.

È MORTO IL FRATELLO DEL PRESIDENTE KARZAI
Intanto anche il fratello del presidente afghano Hamid Karzai, Ahmad Wali, è morto questa mattina a Kandahar, nel sud dell’Afghanistan. L’uomo, fratellastro più giovane di Karzai e capo del consiglio provinciale di Kandahar, è stato ucciso a colpi di pistola da una delle sue guardie del corpo, mentre si trovava nella sua casa. La notizia giunge da un ufficiale della sicurezza afghana, mnetre la rivendicazione di tale uccisione non tarda ad arrivare: i talebani afgani hanno nell’immediato rivendicato l’omicidio.

LA MISSIONE ITALIANA IN AFGHANISTAN
La riduzione del contingente italiano, che ha raggiunto quota 4.200 unità, il massimo previsto, è attesa per il secondo semestre di quest’anno e proseguirà in maniera più consistente nel corso del 2012. Il rientro sarà completato entro il 2014, data oltre la quale l’Italia potrebbe lasciare un ridotto numero di personale per l’addestramento delle forze di sicurezza afghane. Sono 4.200 i militari italiani che, tra le province di Kabul e di Herat, prendono parte alla missione multinazionale Isaf in Afghanistan. Il contingente italiano di stanza a Herat è dal 4 aprile 2011 al comando del Generale di Brigata Carmine Masiello, comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”. La missione Isaf ha il compito di condurre operazioni “in cooperazione e coordinazione con le Forze di Sicurezza afghane e con le forze della coalizione, per assistere il governo afghano nel mantenimento della sicurezza, favorire lo sviluppo delle strutture di governo, estendere il controllo del governo su tutto il Paese ed assistere gli sforzi umanitari e di ricostruzione”.

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di Antonio Formisano
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