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Ricatturati 65 detenuti evasi da Kandahar domenica scorsa

Afghanistan: ucciso capo Al Qaeda, ricercato numero due


Afghanistan: ucciso capo Al Qaeda, ricercato numero due
26/04/2011, 10:04

KABUL – Il “nemico numero 2 e membro di Al Qaeda” è stato ucciso. Si tratta di Abu Hafs al-Najdi, detto anche Abdul Ghani, rimasto vittima in Afghanistan di un bombardamento Nato nella zona di Dangam, nella provincia del Kunar. L’Isaf ha comunicato che l’uomo, ritenuto il secondo più pericoloso di Al Qaeda, di origine saudita, operava per lo più nel Kunar e viaggiava di frequente tra l’Afghanistan e il Pakistan. Abdul Ghani, secondo quanto riportato, aveva diretto operazioni nella provincia, comprese azioni di reclutamento, addestramento al combattimento, recupero di armi e di equipaggiamenti, amministrazione delle finanze di Al Qaeda e pianificazione di attacchi terroristici. Inoltre aveva coordinato clamorosi attacchi come quello suicida, che ha ucciso un capo tribale, Malik Zarin, e nove civili afghani.
Intanto le autorità afghane hanno reso noto di aver ricatturato 65 dei circa 500 evasi dal carcere di Kandahar. La fuga era avvenuta nelle prime ore di domenica grazie a un tunnel scavato dai talebani: le forze di sicurezza afghane, con l’ausilio dei soldati dell’Isaf, hanno lanciato una gigantesca caccia all’uomo in tutta la provincia. “C’è stata collaborazione da parte della popolazione e abbiamo ottenuto risultati positivi”, hanno riferito fonti del governatorato della provincia. Tra gli evasi ci sarebbero anche un centinaio di capi militari dei talebani. L’evasione, la seconda dal carcere di Kandahar in tre anni, ha creato imbarazzo a Kabul anche in vista del passaggio del controllo della sicurezza alle forze afghane, che dovrebbe essere completato entro la fine del 2014. A maggior ragione dal momento che i talebani hanno subito rivendicato l’operazione, sostenendo che ci sono voluti cinque mesi per scavare il tunnel di oltre 300 metri fra il centro penitenziario ed una casa vicina da loro affittata attraverso cui i prigionieri, molti dei quali talebani anche di alto livello, sono evasi. Per bocca del suo portavoce Waheed Omar, il presidente Hamid Karzai ha definito la vicenda “un disastro che non sarebbe mai dovuto avvenire”. Al riguardo uno dei capi della polizia di Kandahar, il generale Salim Ehsas, ha indicato che sono in corso ricerche a tappeto in tutta la zona per catturare gli evasi ancora in libertà.

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di Antonio Formisano
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